Roma, follia al Forte Prenestino: quartiere ostaggio del rave

Domenica 10 Aprile 2022 di Marco Pasqua
Roma, follia al Forte Prenestino: quartiere ostaggio del rave

È il baluardo dell’illegalità, la roccaforte di un movimento, quello delle occupazioni, che qui si sente al sicuro. E non tanto per quel ponte levatoio, collocato all’ingresso, che ne simboleggia l’impenetrabilità (ma solo a chi dovrebbe far rispettare le leggi), ma quanto, piuttosto, per le iniziative che vi vengono regolarmente organizzate. Come il rave, durato due notti, che si è chiuso alle 6 di ieri mattina, e che ha visto confluire nella struttura, occupata ormai il primo maggio di 36 anni fa, almeno 5mila persone. Provenienti da tutta Italia, attirate dalla possibilità dello sballo alcolico a costi bassissimi – a partire da 2 euro – e, soprattutto, dalle droghe che qui vengono vendute senza alcun tipo di controllo. 

Due notti di inferno, per i residenti di via Federico Delpino, ma anche delle vie limitrofe, che fino all’alba sono stati costretti a sopportare la musica techno sparata dalle casse professionali allestite nel centro. «Chiusura Forte ore 5.30, stop musica alle 5», promettevano sul sito gli organizzatori. In realtà, le attuali norme prevedono che le discoteche, per fare un esempio, debbano chiudere i battenti alle 4, mentre in alcuni zone l’orario è addirittura anticipato alle 3. Ma il punto è un altro: il Forte Prenestino, che ha al suo interno pub e taverna, non avrebbe, infatti, le licenze necessarie per il pubblico spettacolo, oltre che per la somministrazione degli alcolici. Non solo. Quando viene chiesto un biglietto di ingresso, nessuno provvede a pagare la Siae. E il consumo di acqua risulta avvenire tramite un allaccio abusivo. Nessuna attività commerciale rilascia uno scontrino fiscale: gli incassi, quindi, sono in nero e sfuggono ai controlli delle aurorità. «Gli esposti li abbiamo presentati – racconta un residente di via Delpino – ma non è servito a niente. Ogni weekend viene organizzato un evento, nessuno li controlla: le serate spesso finiscono all’alba». «Non ha senso chiamare le forze dell’ordine – racconta un altro – perché ci dicono che non possono intervenire». Già, in nome dell’ordine pubblico, la cui gestione richiede un intervento più massiccio, ogni evento può chiudersi senza che nessuno venga multato. Neanche gli spacciatori, che dentro al Forte si sentono protetti, perché oltre il ponte levatoio non si mai visto nessun agente (in divisa). 

«Le regole vanno rispettate – dice il presidente del Municipio competente, Mauro Caliste – Mi sono già confrontato con il comandante dei vigili, su questo tema, perché è chiaro che bisogna anche rispettare chi vive nella zona. Certamente, è un problema che viene da lontano». Ma basta vedere i video diffusi sui social, nella due giorni di musica techno appena conclusa, per capire che l’evento sia stato organizzato ignorando anche le più basilari norme di sicurezza. Installazioni con fiamme tra la gente, oltre a mangiafuoco, avrebbero richiesto – in un locale tradizionale – almeno la presenza dei pompieri. Per non parlare dei controlli in entrata (assenti), sui Green pass dei presenti. Gli alcolici, secondo quanto riferito da molti testimoni, venivano venduti anche ai minorenni (la richiesta del documento è prassi distante da questo luogo), così come gli spinelli offerti ad ogni angolo. Nulla di nuovo, in via Federico Delpino. «Stanno lì da una vita, chi vuole che li mandi via?», si chiede rassegnato un residente.

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Ultimo aggiornamento: 15:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA