Deposito radioattivi in Puglia, la Regione dice no

Lunedì 29 Marzo 2021
Deposito radioattivi in Puglia, la Regione dice no

«Ribadiamo il nostro no e siamo pronti a mettere in campo qualunque azione, politica e legale, a tutela della salute dei cittadini». Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore all’Ambiente Anna Grazia Maraschio sull'ipotesi di realizzare un deposito nazionale di rifiuti radioattivi in Puglia. La Giunta Regionale ha approvato il documento tecnico recante le osservazioni regionali relative al progetto preliminare del Deposito Nazionale e del Parco Tecnologico dei rifiuti radioattivi.

L’avviso per la consultazione pubblica sulla localizzazione del deposito nazionale, già pubblicato il 5 gennaio 2021, prevedeva che nei sessanta giorni successivi alla pubblicazione (prolungati con il Decreto “Milleproroghe” a 180 giorni), le Regioni, gli Enti Locali, nonché i soggetti portatori di interessi qualificati, potessero formulare osservazioni e proposte tecniche. Lo scorso 18 gennaio la Giunta Regionale con propria delibera ha istituito un Tavolo di Coordinamento Regionale presieduto dal Presidente della Regione Puglia, dall’Assessora all’Ambiente, dai sindaci dei Comuni di Gravina in Puglia, Altamura, Laterza e dagli ulteriori Comuni che intendessero aderire, per definire una strategia comune, fornire il supporto tecnico ai Comuni interessati e coordinare le proprie attività con quelle della Regione Basilicata, interessata dalla proposta di CNAPI.

«Abbiamo ribadito in questi mesi - hanno dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’Assessore all’Ambiente Anna Grazia Maraschio - che ci opporremo con tutte le nostre forze alla scelta di individuare l’Alta Murgia come possibile sito per lo smaltimento di rifiuti nucleari. Ribadiamo il nostro NO e siamo pronti a mettere in campo qualunque azione, politica e legale, a tutela della salute dei cittadini e della bellezza e biodiversità di un Parco Nazionale, che rappresenta uno dei luoghi più singolari del Mediterraneo».

«Dalla ricognizione scientifica svolta, è emerso che tutti i criteri di esclusione ed i criteri di approfondimento per i cinque siti ricadenti nel territorio regionale risultano “non verificati”. Abbiamo definito in un percorso condiviso  insieme alle comunità interessate, alle strutture tecniche dell’Amministrazione Regionale, alle Agenzie regionali, all’Aqp, alle Università e agli Ordini professionali tutti i rilievi finalizzati a far desistere il Governo da ogni possibilità di allocare sul territorio regionale il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi».

In conclusione «riteniamo che l’insediamento del Depositi e del Parco Tecnologico inficerebbe irrimediabilmente la vocazione di questo angolo straordinario della Puglia, di un turismo sostenibile, figlio di un lento, faticoso e incisivo impegno della Regione Puglia, degli enti e delle comunità locali».

Ultimo aggiornamento: 18:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA