Pamela Mastropietro, Oseghale in aula per dichiarazioni spontanee. La mamma della 18enne: «Vorrei parlarci, un giorno»

Mercoledì 14 Ottobre 2020

Prosegue ad Ancona il processo in Corte d'assise di appello per l'omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa e fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio 2018 dopo aver lasciato una comunità terapeutica. Per l'accusa, il 32enne consumò in casa un rapporto con la ragazza, stordita dall'assunzione di eroina che lei aveva acquistato tramite Oseghale, e poi la uccise per evitare che la 18enne lo denunciasse e ne fece a pezzi il corpo per disfarsene. L'imputato nega invece l'omicidio, sostenendo che Pamela si sentì male e morì per overdose. Oggi sono attese le dichiarazioni spontanee dell'unico imputato. 

 

«Sono qui, lui è così vicino. Ma io non sono come lui, io vorrei parlarci un giorno». Lo dice all'Adnkronos Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro, presente anche oggi in aula al Tribunale di Ancona dove sta per iniziare l'ennesima udienza del processo per l'omicidio della 18enne romana uccisa e fatta a pezzi nell'appartamento in via Spalato, a Macerata, il 29 giugno 2018. La mamma di Pamela non toglie mai gli occhi da Oseghale, seduto a pochi passi da lei e come l'ultima volta ascolterà la ricostruzione degli ultimi, terribili, attimi di vita della figlia. «Se è dura? Lo è tutti i giorni - dice - Non posso mancare, sono qui per quello che hanno fatto a Pamela, voglio giustizia».

Ultimo aggiornamento: 15:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA