Roma, alunno sale in cattedra: «Buco di c...» davanti alla professoressa

L'alunno
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«Interrogato! Buco di c...». Al posto della professoressa, in cattedra, si è seduto lo studente. Braccia tatuate, viso da sbruffone, sghignazza, mentre viene ripreso con il cellulare da un compagna, in un liceo romano ai Parioli. Una bravata che potrebbe essere stata studiata a tavolino. La professoressa, intanto, distribuisce quello che sembra essere un compito, noncurante di quello che il suo allievo sta facendo.
 


Unico appunto al ragazzo che sta filmando il tutto, da parte della docente: «I telefoni devono stare lì», dice. Il video si interrompe proprio a questo punto, non prima che l'alunno, salito in cattedra, possa ripetere quel “bucio di c...” con una spavalderia accolta con i sorrisi dei suoi compagni. Le sue “gesta” sono poi state condivise sui social e diffuse anche via Whatsapp tra i ragazzi. 

Un caso certamente meno grave di quello registrato nei giorni scorsi a Lucca, dove gli alunni hanno offeso il loro docente o quello di Lecce, dove i bulli hanno usato la maglietta di un compagno per pulire la lavagna. 





 
Martedì 24 Aprile 2018, 16:39 - Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 12:54
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1 di 1 commenti presenti
2018-04-24 18:06:07
Lo stesso discorso per le droghe : ci sono quelle "leggere" ( di cui alcuni vorrebbero la liberalizzazione, quelle un pò più pesanti, quelle pesanti... Soltanto gli imbecilli o persone in malafede non capiscono che una volta imboccata una certa "scala ," se non si interviene ai primi gradini , questi soggetti finiranno per percorrerla tutta ...

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