Covid, scienziati malati e pipistrelli spariti tutti i misteri dei laboratori di Wuhan

Martedì 25 Maggio 2021 di Erminia Voccia
Covid, scienziati malati e pipistrelli spariti tutti i misteri dei laboratori di Wuhan

Alle 7 di sera del 30 dicembre 2019 all'Istituto cinese di virologia di Wuhan arrivano dei misteriosi campioni da studiare. Pochi secondi dopo a Shanghai un cellullare inizia a squillare. È quello di Shi Zhengli, stimata scienziata cinese anche definita Bat Woman dai media internazionali. La dottoressa risponde perché a chiamare è il suo capo, racconta Scientific America. «Lascia tutto quello che stai facendo e risolvi subito questa cosa!», le dice il direttore dell'istituto dall'altro lato del telefono. Shi abbandona la conferenza di Shanghai e sale sul primo treno diretto a Wuhan. Mentre è in viaggio un atroce dubbio l'assale: «Se fossero i coronavirus i responsabili, potrebbero provenire dal nostro laboratorio?». Shi Zhengli ha 55 anni, è la principale scienziata dell'Istituto cinese di virologia di Wuhan e ne ha trascorsi almeno 15 con i colleghi a studiare i coronavirus più pericolosi tra colonie di pipistrelli, nelle caverne del Guangdong, Guangxi e dello Yunnan.


IL RISCHIO
Per tutto questo tempo, in tre lingue diverse, cinese, inglese e francese, ha avvertito il mondo del rischio posto dai pipistrelli che trasportano i coronavirus. L'esperienza e il vasto materiale accumulato da Shi Zhengli sono stati determinanti nello studio dell'origine dell'epidemia e nel chiarire che il nuovo coronavirus apparso a Wuhan molto probabilmente arriva da un pipistrello. Un campione raccolto nella provincia dello Yunnan nel 2013 era per il 96% identico alla sequenza genetica del virus che ha causato la malattia di Covid-19. Per tutte queste ragioni, era quasi scontato che nascessero tanti dubbi sul suo laboratorio.

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Tali dubbi sembrano riemergere a seguito della notizia diffusa dal Wall Street Journal: tre ricercatori dello stesso istituto si sono ammalati a novembre 2019, tanto da richiederne il ricovero in ospedale. Lo proverebbe un documento inedito dell'intelligence statunitense. E novembre 2019 è proprio il periodo in cui secondo molti esperti sarebbe emersa la malattia. La notizia necessita di conferme scientifiche e resta il mistero sul vero motivo per cui i ricercatori si sarebbero ammalati. La stessa dottoressa Shi, ad aprile 2020, afferma che il SARS-CoV-2 non è fuoriuscito dal suo laboratorio di Wuhan.
 

IL TEAM OMS
Al team dell'Oms, arrivato a inizio 2021 nella metropoli cinese per condurre indagini sull'origine della pandemia, la scienziata riferisce che tutto lo staff del laboratorio è risultato negativo al test degli anticorpi e che nessuno del team di ricercatori è stato sostituito. Ma, intanto, in data febbraio 2021, è trascorso più di un anno dall'autunno 2019 e i test potrebbero non evidenziate anticorpi. Il gruppo di esperti dell'Oms lascia la Cina indicando l'ipotesi della fuga del virus dal laboratorio dell'Istituto di Virologia di Wuhan come «estremamente improbabile». L'altra ipotesi, ovvero la trasmissione del virus da una fonte animale all'essere umano, la teoria dell'origine zoonotica, passa invece da probabile a molto probabile. Tuttavia, in una lettera pubblicata dalla celebre rivista Science il 14 maggio 2021 alcuni rinomati virologi criticano l'Oms per non aver approfondito adeguatamente l'ipotesi della fuga accidentale dal laboratorio. Delle 313 pagine dedicate allo studio solo in 4 si prende in esame questa possibilità. Una sproporzione, a detta degli scienziati. Entrambe le teorie, spiegano gli esperti, restano tuttora valide. La fuga dal laboratorio è un'ipotesi plausibile secondo Alina Chan, specialista in biologia molecolare del Broad Institute del MIT e di Harvard, intervistata da Politico: «Non c'è traccia di quale specie possa avere svolto il ruolo di intermediario. Nessuno delle centinaia di campioni animali raccolti al mercato di Wuhan ha evidenziato la presenza del virus». «Lo scoppio della pandemia è avvenuto a Wuhan, una città da 11 milioni di persone.


FERRO DI CAVALLO
A decine di chilometri dalle colonie di pipistrelli noti con il nome di Ferro di cavallo. Inoltre, la pandemia ha avuto inizio in un periodo di normale letargo dei pipistrelli», ha commentato invece Richard Ebright, della Rutgers University sempre a Politico. Di parere contrario il virologo Kristian Andersen, dello Scripps Research Institute: «Non ci sono esempi di fughe da laboratorio di nuovi virus, non ancora noti, responsabili di aver causato da soli delle pandemie». Sostenere l'argomento della fuga dal laboratorio non significa tuttavia sposare l'ipotesi complottista del virus creato in laboratorio, gli incidenti accadono e con i virus ne sono di certo accaduti.

Ultimo aggiornamento: 14:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA