Corea del Nord, Luttwak: «Ma quali testate nucleari, hanno solo missili di cartone»

Martedì 8 Agosto 2017 di Anna Guaita
Corea del Nord, Luttwak: «Ma quali testate nucleari, hanno solo missili di cartone»

Non bisogna guardare ai missili che Kim Jong-un continua a lanciare: «Sono missili di cartapesta, sono buoni per le parate, ma possiamo abbatterli senza difficoltà». La vera minaccia sono gli esperimenti nucleari sotterranei. E quelli Donald Trump per ora è riuscito a farli bloccare: «È riuscito dove Barack Obama non era riuscito». Edward Luttwak parla al Messaggero circa gli ultimi passi internazionali contro la Corea del Nord. Il consulente di strategia, appena tornato da un sopralluogo al confine sino-coreano, insiste che «bloccare gli esperimenti sotterranei è un passo decisivo verso la denuclearizzazione».

Lei dunque non ha timore dei missili?
«Fino a che PyongYang non produce una testata miniaturizzata con cui caricarli, sono missili di cartone, che possiamo abbattere. Fermare gli esperimenti sotterranei, vietare altre esplosioni nucleari sotterranee vuol dire impedire ai loro scienziati di compiere la miniaturizzazione».

Bastano le sanzioni a impedire che facciano questi test?
«Barack Obama aveva reagito con la voce grossa contro le quattro esplosioni durante la sua presidenza, e anche con sanzioni, ma erano senza mordente. Quando Donald Trump si è insediato, c'è stata un'esplosione nucleare sotterranea. Trump ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping nella sua residenza di Mar a Lago, in Florida. Non aveva intorno nessun funzionario del Dipartimento di Stato esperto di Cina che potesse fermarlo, e così ha avuto mano libera per parlare con il cinese e dirgli senza peli sulla lingua: se non fermate gli esperimenti nucleari coreani, noi fermeremo tutto il nostro commercio con voi. Glielo ha detto poco dopo che aveva lanciato l'attacco contro la base militare siriana».

Lei dice che libero dei freni della diplomazia, Trump ha ottenuto un impegno cinese?
«Dopo che Trump gli aveva detto la sua, Xi Jinping ha chiamato i coreani e ha detto loro: se continuate con gli esperimenti nucleari, noi smetteremo tutto il commercio con voi. E da quel momento non ci sono più stati esperimenti nucleari. Vuol dire che la Cina accetta il principio che la Corea non deve avere armi nucleari. Va bene i missili, ma niente testate atomiche».

La nuova risoluzione Onu ha il mordente necessario a convincere Kim Jong-un?
«La cooperazione cinese è vera, lo si capisce proprio leggendo la risoluzione, che è molto concreta e vieta l'esportazione in Corea di molti prodotti. Il Paese sarà strangolato».

Ma non era già stato strangolato da varie altre sanzioni?
«La Corea del Nord ha continuato ad avere alleati disposti a esportare petrolio, cibo... Come la Malesia, l'Indonesia, l'Iran. La popolazione soffre, ma le forze armate e la élite politica hanno tutto. Ma questa risoluzione è molto precisa e le pressioni sono forti».

Dunque lei crede che la denuclearizzazione sia possibile?
«Se davvero si isola la Corea, sì certo. Però, bisogna bloccarne i contatti esterni completamente. E quindi bisognerà bloccare anche il loro commercio navale. Vietare ogni scambio, anche con l'Iran».

Ma la popolazione non soffrirà ancora di più?
«La popolazione non riceve nulla dalla dittatura, e continuerà a non ricevere nulla. Invece i militari e i politici saranno puniti: niente più petrolio per loro. Allora sì che soffriranno».

Di tanto in tanto si parla anche dell'ipotesi del tirannicidio
«Se ne parla, ma non si agisce. Ci sono migliaia di ragioni per cui non si agisce, c'è ritrosia davanti a un simile atto. Non vogliamo essere assassini, e così lasciamo gli assassini al potere... Ma io lo considero un errore morale. Abbiamo potuto bombardare Baghdad, ma non assassinare Saddam Hussein... È la legge: non possiamo uccidere capi di Stato e di governo, ma in certi casi è un errore».

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