Maradona, il figlio segreto chiede la riesumazione del cadavere: «Diego era mio padre»

Domenica 29 Novembre 2020 di Pino Taormina

C'è molto di più di qualcosa che non quadra ai giudici argentini che stanno indagando sulla morte di Diego Armando Maradona e che adesso attendono i risultati dell'autopsia fatta sul corpo del Pibe per verificare se c'è stato o meno qualche altro fattore che abbia causato l'arresto cardiocircolatorio e la sua morte. Dubbi, insomma, che vanno cancellati. Perché è giusto che sulla tragedia del Diez non ci siano ombre. Il fascicolo vuole stabilire se ci sia stato qualche tipo di negligenza nelle cure mediche ricevute dall'ex capitano dell'Argentina. Il procuratore generale di San Isidro, John Broyad, e il procuratore di Benavídez, Laura Capra, si stanno dividendo le attività investigative: hanno richiesto l'elenco delle cure mediche a cui, dopo le dimissioni dalla clinica Olivos, era sottoposto Dieguito. E inoltre è stato chiesto l'elenco dei medici e degli infermieri che lo accudivano e le modalità con cui era seguito durante il ricovero domiciliare (turni, presenze, assistenza e così via).

Non solo la documentazione medica. Perché i magistrati hanno chiesto di visionare le telecamere di sicurezza del paesino di San Andres dove ha vissuto gli ultimi giorni Maradona. Inoltre è sotto osservazione la chat tra infermieri e medici e le telefonate dall'abitazione della casa del lotto 25 del complesso Villanueva dove Maradona si era trasferito dopo essere stato operato per l'ematoma subdurale a inizio do questo mese. Le relazioni mediche sono già sul tavolo dei magistrati. E tra i documenti che sono già arrivati, anche la relazione dell'infermiera Dahiana Gisela Madrid che aveva raccontato - facendo poi dietrofront - di essere stata costretta a firmare una dichiarazione secondo cui aveva controllato le condizioni del Pibe per tutta la mattinata. Nessuno sarebbe riuscito, invece, a vederlo dalle 7,30 alle 12,10, quando Dahiana Gisela è entrata nella stanza e ha scoperto quello che il mondo avrebbe saputo poco meno di un'ora più tardi. In quel rapporto, Madrid ha detto agli investigatori di aver dichiarato falsamente, su indicazione dei suoi capi, che alle 9,20 era entrata nella stanza per fare un controllo dei segni vitali, e Maradona ha rifiutato. Nella sua dichiarazione giurata ha raccontato, invece, che quella mattina era presente all'interno della casa e di aver sentito dei movimenti nella stanza, ma di aver deciso di lasciarlo riposare. È poi entrata solo a mezzogiorno, quando sono arrivati lo psichiatra Agustina Cosachov e lo psicologo Carlos Díaz. 

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È il Clarin a spiegare quali sono i quesiti a cui i magistrati vogliono una risposta. Perché stato dimesso così rapidamente dopo il suo intervento alla testa? Il ricovero domiciliare era appropriato? È stato ben controllato? Come è stato medicato? C'è qualche tipo di responsabilità nel suo medico Luque? E quanta responsabilità aveva lo stesso Maradona? Riusciva a decidere? Luque non è stato chiamato dai giudici in qualità di testimone perché è tra quelli - dicono i media argentini - che rischia di essere indagato. Secondo i media argentini nei giorni precedenti il decesso, il medico Luque avrebbe avuto una discussione con Maradona (parlano di una spinta). Verranno chiamate come testimoni anche Claudia Villafane e le sue tre figlie Dalma, Gianinna e Jana. 

 

Due anni fa l'avvocato Morla aveva dichiarato che Maradona era pronto a riconoscere tre figli nati a Cuba durante il suo soggiorno. Ma ieri un 19enne, Santiago Lara, residente a La Plata, ha annunciato di aver presentato attraverso i suoi legali una richiesta alla giustizia di disporre la riesumazione del cadavere di Diego Maradona «per poter prelevare un campione di Dna che potrebbe provare che lui è mio padre». L'istanza, ha precisato il giovane che è figlio della modella Natalia Garat morta di cancro tempo fa a 23 anni, chiedeva anche alla magistratura di evitare la cremazione dei resti del in modo da «preservare la possibilità di giungere alla verità». Nella memoria presentata si sostiene che prima di morire per un tumore ai polmoni, la giovane madre di Santiago, disse al suo compagno di quel tempo che il piccolo Santiago «era figlio di Maradona», con cui aveva avuto una love story di breve durata. «Non ho rivendicazioni finanziarie da fare - ha assicurato Santiago ai media di Buenos Aires - ma ho il diritto di sapere se veramente il Diez' è mio padre». 

Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 08:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA