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Shanghai, impiegati costretti a dormire al lavoro anche dopo il lockdown per permettere la riapertura delle aziende

Lunedì 18 Aprile 2022
Shanghai, impiegati costretti a dormire al lavoro anche dopo il lockdown per permettere la riapertura delle aziende

Il lockdown di Shanghai tocca vette inesplorate: molti impiegati sono infatti costretti a vivere al lavoro e potrebbero dover continuare anche dopo la fine delle restrizioni. Insomma, mentre nel resto del mondo la pandemia ha avuto come effetto il lavoro da casa, in molte aziende cinesi si è deciso di fare il contrario: si vivrà (e si lavorerà) direttamente in ufficio. 

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La situazione

Lo stanno già facendo molti impiegati nella finanza, bloccati in ufficio da prima del lockdown di marzo. Come un lavoratore che si fa chiamare Romeo: «Nella mia azienda ci sono persone che dormono al primo e al secondo piano, ognuno nel suo ufficio - racconta al sito di France24 - Non ci sforziamo di conversare, ognuno rispetta la distanza e la privacy degli altri». 

 

Le misure draconiane, che potrebbero continuare dopo il lockdown, valgono per 600 aziende che devono necessariamente riaprire secondo il governo di Pechino, tra cui Tesla, Volkswagen e alcune aziende che operano nell'ambito medico, riporta Reuters. Continuare a vivere e lavorare sul luogo di lavoro permetterebbe, secondo Pechino, anche di continuare a isolare possibili casi di Covid, visto che i lavoratori sarebbero sottoposti a tamponi periodici. 

Le restrizioni

Shanghai è da fine febbraio alle prese con la variante Omicron e con i primi lockdown mirati che via via si sono ampliati fino a interessare da due settimane circa l'intera città di 26 milioni di abitanti negli sforzi per riportare sotto controllo la peggiore ondata di Covid-19 dalla crisi di Wuhan di inizio 2020. Oggi la città ha riportato i primi decessi dovuti al Covid-19 dall'inizio dell'ondata della variante Omicron, che sta interessando la città da oltre un mese: si tratta di tre anziani con malattie croniche, ha riferito la municipalità in un post sui social media. La Commissione sanitaria municipale, intanto, ha riferito che domenica sono stati rilevati più di 20.000 casi locali, tra 2.417 contagi confermati (parte dei 2.723 appurati su scala nazionale) e 19.831 portatori asintomatici, annunciando un nuovo ciclo totale di test all'acido nucleico e antigenici da oggi fino a giovedì nelle aree sottoposte a maggiori restrizioni e considerate come le più a rischio. La Cina, dove il nuovo coronavirus è stato rilevato per la prima volta alla fine del 2019, ha in gran parte controllato la situazione grazie all'approccio della tolleranza zero al Covid, fatto di test di massa, restrizioni di viaggio e blocchi mirati, anche su vasta scala. La variante Omicron, temuta per la sua diffusione più rapida, ha però messo in discussione le politiche finora seguite. La Cina ha riportato nuovi decessi da Covid come ultima volta il 19 marzo: erano due persone nella provincia di nordest del Jilin, particolarmente colpita da oltre un mese, risultando i primi morti dovuti al virus in più di un anno. 

Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 00:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA