Ucraina, la Russia schiera 140mila soldati al confine, Kiev inizia le esercitazioni e Londra avverte: «Guerra possibile»

Ucraina, la Russia schiera 140mila soldati al confine, Kiev inizia le esercitazioni
Ucraina, la Russia schiera 140mila soldati al confine, Kiev inizia le esercitazioni
Giovedì 10 Febbraio 2022, 12:45 - Ultimo agg. 11 Febbraio, 14:14
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Continua l'escalation di tensione nel fronte ucraino. Dopo le manovre navali nel Mar Nero avvenute nella notte, la Russia e la Bielorussia hanno iniziato oggi le esercitazione militare congiunta lungo il confine ucraino, che si protraranno fino al 20 febbraio. Il timore degli alleati occidentali è che Mosca stia pianificando una grande escalation del conflitto in Ucraina. Secondo il ministro della Difesa Ucraino, Oleksii Reznikovle sarebbero 140mila i soldati della forza militare dislocati a ridosso delle frontiere. Kiev ha già reagito iniziando oggi le esercitazioni militari con l'impiego di droni armati e razzi anti carro forniti dagli Stati Uniti e da altri Paesi Nato. Poche ore fa è arrivato anche il supporto della Gran Bretagna che ha messo in stand by mille uomini, pronti a schierarsi sul fianco est della Nato in caso di invasione russa dell'Ucraina.

 

L'incontro tra il ministro degli esteri russo e inglese: dialogo bloccato

Nella mattinata di oggi si è svolto anche l'incontro tra il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov e la sua controparte britannica Liz Truss. L'esito dell'incontro mette in evidenza ancora una volta la situazione di dialogo "bloccato" tra i due fronti. Durante l'incontro Lavrov ha ribadito che la Russia «non intende invadere l'Ucraina», mentre la ministra britannica ha chiesto che questa affermazione sia «seguita da azioni». «Non vedo altre ragioni per avere 100mila soldati ammassati al confine con l' Ucraina, a parte voler minacciare l'Ucraina. Se la Russia fa sul serio in termini diplomatici deve spostare quelle truppe e desistere dalle minacce» ha detto. Immediata la risposta di Lavrov  «Sfortunatamente i nostri tentativi di spiegazione sono stati accolti da orecchie sorde - ha detto alla Bbc - o le nostre controparti non sono al corrente dei fatti o li ignorano deliberatamente».

Russia, le manovre navali sul mar Nero minacciano di bloccare i porti ucraini

A preoccupare gli alleati occidentali sono anche le manovre navali russe nel mar Nero che potrebbero bloccare i porti dell'Ucraina e l'annuncio del ritiro, da parte russa, del personale diplomatico non "essenziale" nella sua ambasciata in Ucraina a lasciare temporaneamente il Paese. 

A lanciare l'allarme nella tarda serata di ieri è stato Andrii Klymenko dell'Istituto strategico ucraino di studi sul Mar Nero. Mosca, avverte l'analista, ha diramato un avviso navale e aereo, annunciando esercitazioni missilistiche e di artiglieria fra il 13 e il 19  febbraio nel mar Nero e l'adiacente mare di Azov. 

L'avviso è stato diramato mentre sei delle più grandi navi anfibie da sbarco russe sono entrate nel mar Nero dal Mediterraneo. Secondo il sito web Naval News, basato a Parigi, le sei navi sono in grado di trasportare 2mila uomini e 63 tank. Il sito aggiunge che domani potrebbe entrare nel mar Nero anche un sottomarino russo. 

«Non voglio creare nessun panico, ma questo assomiglia molto ai preparativi di un 'blocco navalè dei porti ucraini», ha scritto Klymenko su Facebook. L'invasione russa del territorio ucraino della Crimea nel 2014 offre a Mosca vantaggi strategici per minacciare la costa a ovest di questa penisola, dove si trova Odessa, ma anche di controllare lo stretto di Kerch attraverso il quale si entra nel mare di Azov, sul quale si affacciano i porti ucraini di Mariupol, Berdyansk e Henichesk. 

A preoccupare gli occidentali si è aggiunto anche il fatto che alemeno 720mila persone residenti nelle aree separatiste dell' Ucraina orientale hanno preso la cittadinanza russa - secondo quanto riporta la BBC citando l'agenzia di stampa russa Itar Tass-. Il timore è che Mosca possa usare il pretesto della protezione dei suoi cittadini per lanciare un'offensiva militare. Dal 2019 la russia consente la rapida concessione del passaporto russo «per ragioni umanitarie» ai cittadini delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk nella regione ucraina del Donbass.  

La Nato valuta di rafforzare lo schieramento in Romania, Usa pronti a intervenire

Di fronte alla situazione la Nato sta valutando di schierare gruppi tattici in Romania, vicino al Mar Nero, secondo quanto ha dichiarato il Segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, nel corso di una conferenza stampa congiunta a Bruxelles con il primo ministro britannico Boris Johnson. «Stiamo esaminando l'ipotesi di un cambiamento a lungo termine della nostra presenza nella parte orientale dell'Alleanza. Oggi abbiamo gruppi tattici nei paesi baltici e in Polonia. Il Regno Unito è in testa al gruppo tattico in Estonia e sta aumentando anche la sua presenza in Polonia», ha detto Stoltenberg. I ministri della Difesa della Nato discuteranno del rafforzamento dell'alleanza e del dispiegamento di ulteriori gruppi tattici nell'Europa sudorientale il 16 e 17 febbraio. Nel luglio 2016 la Nato ha deciso la costituzione di quattro gruppi tattici in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, costituiti da un totale di oltre 4.600 truppe, provenienti da più di 20 Paesi. 

Il segretario Stoltenberg ha incontrato anche il segretario di Stato statunitense Antony Blinken, che ha ribadito «l'impegno degli Usa nella stretta cooperazione e alle consultazioni con gli alleati». Secondo quanto affermato dal segretario Usa: «Gli Stati Uniti sono pronti ad imporre dei costi rapidi e severi alla Russia, se dovesse andare oltre con l'aggressione militare dell'Ucraina». 

La Gran Bretagna: «guerra possibile»

La Gran Bretagna ha posto mille uomini in stand by per poterli dispiegare sul fianco est della Nato in caso
di invasione dell' Ucraina. Secondo i funzionari britannici, c'è il rischio di un «disastro umanitario» in caso di invasione, con almeno 1,5 milioni di profughi che si riverserebbero soprattutto in Polonia. Il primo ministro britannico Boris Johnson sta mattina ha incontrato Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato a Bruxelles e nel pomeriggio sarà in Polonia. Il premier inglese non esclude un aiuto militare diretto della Gran Bretagna all' Ucraina in caso di invasione russa. «È possibile, non voglio escluderlo» ha detto alla stampa aggiungendo che questa è la «più grande crisi per la sicurezza» che l'Europa si trova ad affrontare «da decenni»

 

 

 

La risposta dell'Unione Europea. Borrell: "appello ad allentare la tensione"

Intanto da Bruxelles è arrivata la risposta alle lettere che Mosca aveva inviato separatamente ai diversi stati dell'Unione. «Ho risposto a nome degli Stati membri dell'Ue alle lettere che hanno ricevuto dal ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. ha scritto in un Tweet l'Alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell «Le tensioni e i disaccordi devono essere risolti attraverso il dialogo e la diplomazia. Chiediamo alla Russia di allentare la tensione e di invertire il suo rafforzamento militare in Ucraina e nei dintorni e in Bielorussia». 

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