Donna si presenta alla polizia: «Sono io quella bambina scomparsa 21 anni fa, ecco le prove»

Sabato 9 Ottobre 2021 di Marta Ferraro
Una donna sostiene di essere una bambina scomparsa 21 anni fa, considerata morta dalla Polizia

 

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Nel 2000, una bambina di sette anni di nome Brittany Renee Williams è scomparsa dalla sua casa adottiva nella contea di Henrico, in Virginia. Il caso ha dato origine ha una massiccia ricerca da parte della polizia che però non ha portato a alcun risultato. Ora, 21 anni dopo, è apparsa una donna che afferma di essere quella bambina e sostine di avere le prove che dimostrano la sua convinzione.

Kaylynn Stevenson, di Fort Wayne, ha vissuto gran parte della sua vita in Ohio con i suoi genitori adottivi e di recente ha iniziato a fare ricerche sulla sua infanzia, di cui ricorda poco e il nome Williams. «Per qualche ragione, quel cognome è nella mia mente», ha dichiarato in un'intervista al canale NBC12. La donna, sapendo di essere stata adottata, ha volito fare una ricerca su Google sui bambini scomparsi includendo la parola Williams, e tra i risultati è apparsa una fotografia di Brittany. La donna è rimasta sorpresa nel riscontrare una certa somiglianza con i suoi. Anche sua moglie, Ladajah Kelly, ha notato la somiglianza «Dall'attaccatura dei capelli alle orecchie, al sorriso e al mento. Persino il neo sul collo», ha aggiunto.
Kaylynn ha contattato Anastasia McElroy, la sorella di Brittany, ed entrambe si sono sottoposte a un test genetico che ha mostrato una probabilità del 95,83% che fossero sorellastre. Nonostante le prove, ci sono ancora molte domande che circondano il caso. Uno di questi è il motivo per cui il suo certificato di nascita non corrisponde a quello di Brittany; inoltre la piccola Brittany, invece, è stata curata per l'HIV, mentre Stevenson sostiene di non essere mai stata diagnosticata la malattia.

Al momento, la Polizia Henrico attende i risultati di un test del Dna effettuato dall'ente stesso. Kaylynn al momento non ha ricevuto alcuna risposta in merito, mentre le autorità ribadiscono di essere impegnate nel caso e in attesa di «eventuali nuove piste».

Rose Marie Thompson, la madre di Brittany, aveva l'AIDS ed è morta nel 1996. Poco prima di morire ha lasciato la figlia alle cure di Kim Parker, che gestiva un'organizzazione benefica che accoglie bambini con AIDS e altri gravi problemi di salute. Nel 2000, la minore è scomparsa e le autorità hanno ipotizzato che fosse morta. 

Parker ha assicurato di aver mandato la bambina con alcune donne in California, ma ha continuato a raccogliere fondi per le sue cure. Brittany non è mai stata trovata e nel 2003 Parker ha ricevuto 73 accuse per frode ed è stata accusata di aver beneficiato di 24.000 dollari donati dal governo stanziati per la minore. Viste le denunce di maltrattamento e abbandono di minore che gravavano sulla donna, la Polizia ha perquisito la casa della donna nella ricerca del corpo della piccola o di segni di violenza. Tuttavia dalle indagini non è mai emerso niente e il caso non è mai stato risolto. 

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