Abusi, rinviato il «blocca-ruspe»: il ddl Falanga è destinato all'oblio

Mercoledì 18 Ottobre 2017 di Alberto Alfredo Tristano
Abusi, rinviato il «blocca-ruspe»: il ddl Falanga è destinato all'oblio

Il disegno di legge Falanga sull'abusivismo edilizio e l'abbattimento delle costruzioni interrompe il suo cammino in Aula alla Camera dei Deputati, ritornando in Commissione ed avviandosi a finire su un binario morto. L'esame del provvedimento a Montecitorio ieri ha conosciuto momenti di tensione, quando un gruppo di cittadini, in gran parte proveniente dalla Campania, una delle regioni maggiormente interessate dal fenomeno, ha urlato ai parlamentari contrari al ddl «Maledetti», «assassini», «Casa, casa!». È stato necessario sospendere la seduta e sgomberare la tribuna, per poi procedere al rinvio del testo alla Commissione Giustizia. Contro la richiesta di rinvio hanno votato Fi, Di, Ala e Ap, i deputati della Lega si sono astenuti.

«Ormai il ddl Falanga è morto prima di fare danni», dice il pd Marco Di Lello, che del testo è relatore alla Camera. «Tuttavia l'intenzione è quella di intervenire sulla materia, in sede di legge di stabilità, riprendendo la parte migliore della norma. Mi riferisco al fondo nazionale per le demolizioni e alla creazione di una banca dati centralizzata per monitorare l'abusivismo». Quanto alle proteste che hanno interrotto i lavori, Di Lello commenta: «L'idea che qualche parlamentare dell'opposizione abbia fatto entrare in Parlamento un comitato di abusivi non mi meraviglia. Dopotutto sono 15 anni che il centrodestra promette sanatorie edilizie. Mi auguro che questi cittadini smettano a questo di credere a queste false promesse. Si parla di abusi di necessità, cerco ancora chi mi spieghi davvero cosa significhi. C'è un problema abitativo? Si acquisiscano quegli edifici al patrimonio pubblico e li si affidino come case popolari a chi ha bisogno. I sindaci possono già farlo. Se non succede è solo per esigenze di consenso. Tant'è che le demolizioni le fa la Procura, quasi mai l'ente locale. Ma su questo punto non si accettano compromessi: prima degli abusivi, vengono quelli che rispettano le leggi».

Durissimo il no al rinvio in commissione espresso dai forzisti. «Non è un condono e lo sapete, ma solo un indice di priorità per evitare che la roulette russa delle sentenze della magistratura faccia demolire le case dei poveri cristi prima di quelle dei ricchi e tutelati, specie in Campania», attacca Paolo Russo, aggiungendo: «Se si fosse trattato di case non di cittadini campani ma di quelle di migranti avrei voluto vedere se il Pd rinviava il testo in commissione. Vedremo come farete a chiedere i voti alle elezioni in Campania».

Ultimo aggiornamento: 13:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA