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Cicchetti, sindaco di Rieti: «Il mio Boia chi molla non è una frase fascista, da FI non voglio critiche»

Domenica 8 Maggio 2022 di Gianluca De Rossi
Cicchetti, sindaco di Rieti: «Il mio Boia chi molla non è una frase fascista, da FI non voglio critiche»

Un finale di comizio volutamente scorretto, con quel «boia chi molla» che avrà pure entusiasmato i presenti in sala, ma il cui video, divenuto subito virale sul web, ha provocato indignazione, sollevato molte critiche, prese di distanza e una serie di attacchi tra centrosinistra e centrodestra. La frase «dobbiamo andare avanti al grido di battaglia, che è sempre il solito: boia chi molla» l'ha pronunciata ieri il sindaco uscente di Rieti Antonio Cicchetti, 70 anni, un passato dal Fronte della gioventù al Msi, infine a Forza Italia. L'occasione è stata data dalla presentazione della lista di FdI con Daniele Sinibaldi, vicesindaco di FdI che si candida alle prossime amministrative del 12 giugno alla successione di Cicchetti
Sindaco Cicchetti, perché ha pronunciato quella frase alla platea di FdI? Nostalgie del passato?
«Nessuna nostalgia, ma quale fascismo. Io non sono neanche di FdI, io sono di FI. Citavo i giovani di Reggio Calabria degli anni 70».
Lei rivendica il suo essere politicamente scorretto...
«Sì, lo sono. Il mio era solo un invito a non mollare in campagna elettorale, un insegnamento ai giovani, a non sentirsi sicuri della vittoria. Nulla più».
Non l'hanno costretta a non ricandidarsi a sindaco?
«Nessuno mi ha costretto. L'ho deciso io. Ripeto, non è una scelta imposta da nessuno».
Quella frase non l'ha mica detta per danneggiare il candidato sindaco Daniele Sinibaldi, di FdI, vero?
«Sinibaldi l'ho scelto io come mio successore, non è stato fatto alcun calcolo per danneggiarlo. E che nessuno provi a dire il contrario».
E se dal suo partito le tirassero le orecchie?
«Non voglio nessuna tirata. Ho fatto politica per tutta la vita, tre volte il sindaco, il consigliere regionale. Non sanno con chi hanno a che fare».
Mica chiuderà la conversazione con me ne frego?
«No, no, quello no...»
Le parole di Cicchetti sono state contestate da Emanuele Fiano del Pd: «È sconcertante ascoltare ancora queste frasi nel 2022, frasi che non fanno onore né alla città di Rieti né ai suoi cittadini. Se continuiamo così verrà Putin a denazificarci». «Episodio gravissimo che dimostra che in questo Paese c'è chi insegue nostalgie fasciste», ha scritto il presidente della Commissione Giustizia della Camera, Mario Perantoni, in una nota. E Francesco Boccia, deputato Pd, punta il dito contro i leader della destra: «C'è una cultura dominante a destra che porta a una radicalizzazione dello scontro. Rieti non è un caso eccezionale. Ci aspettiamo che i leader di centrodestra e i dirigenti locali prendano le distanze da Cicchetti e dal candidato sindaco Sinibaldi che resta in silenzio e non si vergogna di quel sostegno».

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Pronta la risposta di Francesco Lollobrigida, capogruppo FdI alla Camera: «Stupisce che partiti che governano a livello nazionale con FI, partito del quale Antonio Cicchetti è esponente, tentino di coinvolgere in una astrusa polemica il giovane candidato sindaco Daniele Sinibaldi di FdI», ricordando che Cicchetti non ha mai aderito a FdI.
«Il suo essere democratico è stato ampiamente testato dagli elettori, avendo Cicchetti fatto il sindaco per 15 anni, e poi il consigliere regionale - ha ricordato Maurizio Gasparri, senatore di FI -. E, poi, non ha mica fatto il saluto romano o detto viva il Duce».
 

Ultimo aggiornamento: 17:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA