MATTEO SALVINI

Reddito cittadinanza, Salvini insiste: «Abolirlo, meglio i voucher». Ma c’è il no del governo

Venerdì 6 Maggio 2022 di Francesco Malfetano
Reddito cittadinanza, Salvini insiste: «Abolirlo, meglio i voucher». Ma c è il no del governo

Ogni tanto Matteo Salvini ci riprova: «Bisogna reintrodurre i voucher perché per milioni di italiani è meglio un lavoro vero e a tempo che uno a nero con un reddito per stare a casa». Solo che stavolta il segretario leghista pare essere andato oltre alle solite schermaglie contro il reddito di cittadinanza che tanto poco piacciono al Movimento 5 stelle e - quantomeno ad una parte - del Pd.

 

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Salvini insiste: «Reddito? Abolirlo, meglio i voucher»

Prima giovedì all’uscita dall’incontro con il premier Mario Draghi a Palazzo Chigi, e poi ieri a Radio Capital, Salvini ha infatti spiegato che la revisione del Rdc e il gran ritorno dei voucher «almeno per commercio, turismo e agricoltura», è una battaglia su cui la Lega è intenzionata a puntare. «Mantenerlo a chi non può lavorare e ai disabili è assolutamente corretto ma chiedete a chi gestisce un bar, un ristorante, una pizzeria o un’azienda agricola che ha un problema enorme a cercare personale» ha detto. 

 

 


Tant’è che, oltre a preannunciare un incontro la prossima settimana con il ministro del Lavoro Andrea Orlando e i sindacati, il leader di via Bellerio ha spiegato: «Ho motivo di credere che il presidente del Consiglio ne parlerà con il ministro del Lavoro Orlando. L’estate, almeno per il turismo e la sua filiera, potrebbe essere una boccata d’ossigeno in una situazione che resta difficilissima».

 
L’OTTIMISMO

Al netto del più o meno coinvolgente ottimismo salviniano sulle possibilità che la sua proposta trovi un seguito, all’interno del governo il varco per la modifica del Reddito e l’introduzione dei voucher pare piuttosto stretto. In primis perché, nonostante i toni da proclama del segretario, l’allargamento anche ai percettori del Rdc del bonus di 200 euro è stato votato con convinzione anche dal vicesegretario del partito Giancarlo Giorgetti e dagli altri ministri leghisti. «Tra quello che dicono e ciò che fanno c’è un abisso» spiega uno dei ministri presenti al Cdm. In secondo luogo anche se Palazzo Chigi preferisce non commentare ufficialmente la proposta messa sul tavolo giovedì, da fonti governative di primo piano trapela come i margini per l’operazione immaginata dal leader del Carroccio non ci sono affatto.

 

La posizione è che in questo momento le priorità dell’esecutivo sono altre e non c’è affatto la necessità di aprire un nuovo fronte interno che contrapponga due forze di maggioranza come Lega e M5s, aprendo ad un gioco di posizioni che sarebbe solo deleterio per le attività dell’esecutivo. Non solo. Per il momento anche l’ipotesi di un incontro con Orlando è tutta da verificare. «Magari ne parleremo - spiegano dal Lavoro - ma per ora non c’è nulla». Idem per le diverse sigle sindacali che, spiegano, con sfumature diverse tra Cgil, Cisl, Uil e Ugl, preferirebbero un’azione sulle politiche attive piuttosto che il ritorno dei voucher. In altri termini la sola sponda sicura della Lega oggi parrebbe essere Fratelli d’Italia che con Giorgia Meloni continua a paragonare il Rdc al metadone. Con Meloni però i rapporti non sono propriamente distesi. Anche se Salvini ieri è stato - ancora - abbastanza ottimista: «Se non si mettono di mezzo chiacchieroni, tra me e Giorgia il problema non si pone, anche perché governeremo insieme» ha assicurato. 
 

Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 08:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA