Concorsi, si cambia: Spid o Pec obbligatori e quiz sul carattere. Orali in videoconferenza

Giovedì 30 Luglio 2020 di Diodato Pirone
Concorsi, si cambia: Spid o Pec obbligatori e quiz sul carattere. Orali in videoconferenza

Fino a ieri nessuno poteva immaginare che la modernizzazione post-Covid dello Stato italiano iniziasse dal suo comparto più immutabile e abitudinario: i concorsi. La foto di un concorso è da secoli sempre la stessa: centinaia di candidati chini sui banchi a scarabocchiare qualcosa e l'arcigna commissione che controlla.

E invece d'ora in avanti, grazie ad una serie di misure anti-Covid e ad altre contenute nei Decreti sul Rilancio e sulle Semplificazioni, non sarà più così.

Prima svolta: si punterà ad eliminare la carta e dunque le prove si terranno su tablet innestando una mezza rivoluzione tecnologica. Le conseguenze saranno molteplici: non solo i candidati non potranno più copiare perché basterà invertire l'ordine delle domande a quiz per impedire qualunque tipo di traffico sottobanco ma le graduatorie si formeranno quasi in tempo reale permettendo un primo notevole taglio dei tempi. L'eliminazione della carta dunque non è solo un sacrosanto obiettivo ecologico ma anche una leva di diffusione della tecnologia in profondità. «Presto non sarà più possibile iscriversi ad un concorso con la classica raccomandata ma i candidati dovranno avere obbligatoriamente la mail Pec, quella certificata, oppure lo Spid, la chiave informatica per parlare con lo Stato», spiegano al FormezPA, la struttura che gestisce e realizza i concorsi pubblici.

LEGGI ANCHE Statali, nel 2021 più pensionati che dipendenti

Le nuove tecnologie avranno un ruolo importante anche nello sveltimento di altre procedure. Sarà possibile ad esempio effettuare gli orali in video-conferenza con i candidati convocati in sedi controllate ma senza costringerli a lunghi viaggi. L'obiettivo complessivo è ambizioso e va preso con le molle: ridurre la durata media di un concorso da 36/48 mesi (3/4 anni) a 18 mesi.

Sul fronte della tecnologia, infine, non va sottovalutato un progetto che è ancora abbozzato: la nascita di un portale unico per tutti i concorsi italiani che consentirebbe finalmente agli interessati di avere un quadro complessivo delle moltissime possibilità di lavoro offerte dalle pubbliche amministrazioni italiane.

Inoltre dai prossimi concorsi, compresi quelli che saranno lanciati ad agosto fra i quali uno assai corposo per il Comune di Roma che prevede l'assunzione di 1.554 persone di cui 42 dirigenti, ed uno strategico per dotare i ministeri di 70 geni informatici anti-hacker, cambierà anche la struttura delle domande scritte. Accanto a quelle attitudinali e a quelle specifiche che compongono i menù attuali spunteranno anche domande cosiddette situazionali.

LEGGI ANCHE Dadone, rivoluzione PA: semplificazione al centro

In pratica i quiz serviranno a capire anche il carattere e le attitudini dei candidati tramite l'individuazione di soft skill cioè di capacità non scritte ma importanti come quella di saper comandare una squadra senza essere autoritari o di gestire al meglio le file agli sportelli o di rispondere ad emergenze improvvise. Non finisce qui. Spiegano al FormezPA: «Le amministrazioni pubbliche si stanno dotando della capacità di capire bene chi assumono e di formare il nuovo personale sul campo». Il riferimento non è solo alle soft skill ma a un esperimento che è iniziato proprio ieri in Campania dove la Regione ha fatto un concorso-corso, ovvero un concorso unico per 2.175 assunzioni da effettuare in oltre 150 amministrazioni diverse, comunali comprese. 
 


Ebbene i vincitori saranno assunti solo dopo aver effettuato dieci mesi di corso di formazione sul campo durante i quali le amministrazioni verificheranno se davvero hanno le capacità di assolvere i compiti loro assegnati.

Questo tipo di concorso-corso ha anche un altro vantaggio: costa pochissimo alle amministrazioni (immaginate il peso di singole procedure per l'assunzione di un vigile sul bilancio di un comune di 1.000 abitanti) e non garantisce al vincitore di conoscere il luogo di lavoro dove opererà. In altre parole, poniamo, 10 vigili urbani vincitori del concorso in Regione Campania non andranno automaticamente nel loro comune di residenza come spesso accaduto finora. Questo dato consente di alzare la qualità della selezione.

Va sottolineato infine che nei concorsi futuri dovrebbe avere un peso sempre maggiore la laurea. Nelle scorse settimane nel primo bando digitale di un concorso si poteva leggere che faceva fede solo la laurea a scapito di corsi di formazione e di altre medagliette. Forse è un caso isolato. Forse no. E questo ci dice che la strada della modernizzazione dello Stato è molto affascinante ma altrettanto tortuosa.

Ultimo aggiornamento: 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA