Governo, centrodestra unito al Colle: «Diremo no al reincarico». E Berlusconi rilancia: dentro tutti o nessuno

Mercoledì 27 Gennaio 2021 di Emilio Pucci
Centrodestra unito al Colle: «Diremo no al reincarico». Il Cav: dentro tutti o nessuno

Uniti al Colle per dire no al Conte ter, poi si vedrà. Il centrodestra si ricompatta nel primo round della crisi ma non è detto che riesca a mantenere una linea univoca nei prossimi giorni. Perché Cambiamo con Toti è per un esecutivo di salute pubblica con una maggioranza Ursula e anche i gruppi di FI ribollono. «Ci stiamo consegnando a Salvini e Meloni», il refrain di molti parlamentari azzurri convinti che in questa fase occorrerebbe mettersi in gioco al servizio del Paese, sostenere un esecutivo tecnico e poi quando si andrà a votare presentarsi insieme alle elezioni. È della stessa opinione anche Berlusconi che vuole tenere dentro Lega e Fdi in un progetto alternativo alle urne. 

«Se arrivasse un appello alla responsabilità nazionale a tutta la coalizione potremmo ragionarci, ma il Pd e il Movimento 5 stelle non vogliono. Sono loro gli irresponsabili», ha detto l'ex presidente del Consiglio intervenuto alla riunione in video collegamento. Il Cavaliere vorrebbe essere presente alle consultazioni, ma non è detto che ci sarà. Verrebbe a Roma anche per frenare qualche malpancista azzurro. I rosso-gialli continuano a puntare su 3 senatori forzisti e credono di avere ancora chance per convincere i centristi, anche se De Poli e Saccone hanno ribadito il proprio no, è solo l'Udc Binetti a non chiudere ad un esecutivo «rosso-bianco» per la serie «ok al Conte ter, ma non sia una riedizione del due». 

Salvini e Meloni hanno ammorbidito la propria linea, non è un caso che nella nota diramata al termine del vertice del centrodestra non si parla esplicitamente di elezioni. Innanzitutto per rispetto del Capo dello Stato Mattarella, ma anche per evitare strappi con FI e con i totiani. L'obiettivo primario è chiudere le falle, non lasciare la possibilità che Conte possa attingere dal bacino dei voti del centrodestra. «Se restiamo uniti l'appello di Meloni e Salvini non c'è alcuna possibilità che qualcuno del centrodestra vada dall'altra parte. Ora dobbiamo sfrattare Conte». «Inseriremo una proroga per gli sfratti nel Mille proroghe che non potrà valere per palazzo Chigi...», la battuta di uno dei leader dell'alleanza. 

I fari sono puntati sulle mosse di Renzi che continua a tentare il centrodestra a convergere sull'ipotesi di un esecutivo di larghe intese. «Alla fine vedrete ha argomentato Meloni durante la riunione che Renzi rientrerà, magari con un ministero pesante». La strategia di Fdi non cambia. Mentre Salvini vorrebbe comunque far presente che il centrodestra avrebbe i numeri per governare, il presidente di Fdi chiude la porta anche ad una eventualità di questo tipo: «Con questo Parlamento non è pensabile fare nulla». Ma Romani e Toti hanno sottolineato che c'è il rischio che salti il Recovery, che l'Italia andrebbe in difficoltà con il piano dei vaccini. «No, quelle sono minacce e ricatti del Pd, non ascoltate quelle sirene. Non è vero nulla», l'alt di Meloni e Salvini.
Poi la mediazione. Dopo giovedì ci sarà un nuovo vertice. Ma di fatto Lega e Fratelli d'Italia continueranno a spingere per le elezioni. Da qui l'irritazione di una parte di FI. Ieri alla riunione di gruppo alla Camera nessuno si è pronunciato apertamente ma in tanti continuano a non nascondere il proprio malessere. L'ex capogruppo Brunetta, per esempio, non ha avuto parole dolci nei confronti del vicepresidente di FI, Tajani. 

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Il Cavaliere con i suoi fa i nomi di Draghi, Cottarelli, Cartabia. Ma nella Lega anche coloro che avrebbero voluto aprire ad un esecutivo di unità nazionale ritengono che non ci siano più le condizioni. «Ho fatto appello ad un'unità sostanziale del Paese, da realizzare se possibile in questo Parlamento o, se non è possibile, chiamando gli italiani alle urne», prova a mediare Berlusconi. «Oggi il nuovo miracolo italiano si chiama fine della pandemia e ripresa dell'economia. Oggi come allora questo miracolo richiede senso di responsabilità e non è possibile con soluzioni di basso profilo».

«Vogliamo dimostrare che c'è una alternativa e nel caso in cui si consentisse, gli italiani sarebbero pronti a dare all'Italia un governo solido. Continuiamo a ritenere che questa pantomima sia indegna», ribadisce Meloni. «Se ci sono delle urgenze vengano in Parlamento e votiamo i provvedimenti. Non prolunghiamo questa agonia», taglia corto Salvini. «Un governo di unità nazionale dovrebbe essere un governo che raccolga il consenso rappresentativo di tutto il Paese e non è un governo Ursula», dice Tajani. 

Ultimo aggiornamento: 11:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA