MARIO DRAGHI

Amatrice, l’impegno di Draghi: «La ricostruzione ora procede»

Mercoledì 25 Agosto 2021 di Marco Conti
Amatrice, l impegno di Draghi: «La ricostruzione ora procede»

«Se oggi sono qui è perché lo Stato vi è vicino. In passato è stato lento ma adesso la situazione è diversa: i lavori di ricostruzione stanno procedendo più velocemente. Sono oggi qui a portarvi fiducia e l’impegno del Governo». A cinque anni dalle violente scosse di terremoto, Mario Draghi arriva in elicottero nel paese che è stato epicentro del sisma portando segni di speranza per una ricostruzione che procede a fatica. Sul monumento dove il presidente del Consiglio deposita una corona di fiori, la lapide ricorda che su 299 vittime, ben 237 sono di Amatrice. 

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Draghi incontra i familiari delle vittime, ascolta le loro richieste e ribadisce l’impegno del governo ad accelerare le procedure, la ricostruzione di un paese diviso tra casette in legno e ponteggi e conferma il lavoro del Parlamento per realizzare un fondo per le vittime degli eventi sismici. Le cerimonie per il quinto anniversario del sisma che ha travolto anche i paesini di Accumuli, in provincia di Rieti come Amatrice, e di Arquata sul Tronto (Ascoli Piceno) cominciano sotto un sole cocente che scalda le sedie sparse nel campo di calcio “Paride Tilesi” dove il vescovo di Rieti Domenico Pompili celebra la messa insieme ad una ventina di sacerdoti delle diocesi colpite dal sisma. Alla destra dell’altare, posto davanti alle panchine del campo di calcio, i gonfaloni dei comuni. A sinistra il coro, vestito di nero. In prima fila c’è Draghi, poi, a distanza come impongono le regole del Covid, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini.

Nell’omelia il vescovo va sul concreto in maniera molto decisa e in buona sostanza chiede collegamenti ferroviari tra il Tirreno e l’Adriatico. La ferrovia dei due mari non è solo per il vescovo una priorità per evitare lo spopolamento dei paesi dell’entroterra reatino. Anche il sindaco di Amatrice, Massimo Bufacchi, ne parla con Draghi subito dopo la messa: «Gli abbiamo chiesto di lavorare sulla modernizzazione dell’Appennino centrale».

L’assedio di familiari, sindaci e amministratori locali rallenta i pochi passi che Draghi deve fare per uscire dal campo di calcio e salire sull’auto che lo riporta all’elicottero. «Ho appena consegnato al premier Draghi un dossier sulla possibilità di infiltrazioni criminali nei cantieri», racconta Sergio Pirozzi, ex sindaco di Amatrice e attuale consigliere regionale. «Questi territori non hanno più anticorpi - sostiene - è urgente rimettere la clausola di salvaguardia che impediva la vendita degli immobili». 

 

Soddisfatto il commissario Giovanni Legnini che è arrivato ad Amatrice insieme al presidente del Consiglio. «Ho parlato a lungo con Draghi, anche perché ho viaggiato con lui da Roma - conferma Legnini - ed è soddisfatto dell’andamento della ricostruzione. Ci ha fortemente incitato a proseguire e andare avanti con questo percorso». Dopo cinque anni di ritardi, passati solo a rimuover macerie, le gru si vedono ma i cantieri aperti sono ancora solo il 20 per cento e per lo più di edilizia privata. L’edilizia pubblica invece ancora langue, così come non è ancora partita la ricostruzione del centro storico. Legnini è però fiducioso quando snocciola i numeri e dice che ad oggi «sono stati autorizzati e finanziati circa 10.500 cantieri, la metà conclusi e l’altra metà in corso d’opera». E ancora: «Abbiamo 1.400 cantieri pubblici già finanziati», la ricostruzione - spiega il commissario - «dovrà viaggiare di pari passo con il Pnrr» che destina un miliardo e 780 milioni di euro ai comuni terremotati del Centro Italia per i terremoti del 2009, 2016-2017. Risorse a cui si aggiungono quelle del Fondo complementare del Pnrr. I finanziamenti non mancano, sembra, scarseggiano invece le imprese edilizie in grado di recuperare il patrimonio anche artistico del luogo. 

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