M5S-Lega, prima lite sulla Tav. E Di Maio prova l'ultimo affondo

di Stefania Piras

Poteva bastare una frase a mettere d'accordo i due litiganti e oggi alleati sulla Torino-Lione? No. Ieri infatti Laura Castelli, la deputata M5S che ha scritto il contratto con la Lega, ha partecipato alla marcia di protesta in Val di Susa come se niente fosse. Come se Lega e Movimento non stessero per andare al governo insieme e come se non si fosse mai votato un programma di governo comune che sulla Tav si limita a parlare di «ridiscussione». La Lega non ne vuole il blocco o la sospensione, e ha fatto appositamente togliere dalla versione definitiva del contratto il passaggio dove si parlava di sospensione immediata dei lavori. Mentre il Movimento è di nuovo sulle barricate con Luigi Di Maio che a Ivrea dice chiaro e tondo: «Andremo dai francesi a dire che la Tav non serve e va bloccata. Poteva valere 30 anni fa ma non oggi. Non serve più». Da Milano Salvini risponde così: «Sono fiducioso: abbiamo già fatto un lavoro che non è mai stato fatto nella storia della Repubblica italiana, ossia definire un programma punto per punto da rispettare mese per mese, e se poi qualcuno non rispetterà questo programma salta tutto».
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Domenica 20 Maggio 2018, 08:06
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