Meloni: «Con Salvini un rapporto nuovo e diverso: ora franchezza reciproca»

Meloni: «Non ho mai temuto di non riuscire a formare il governo»
Meloni: «Non ho mai temuto di non riuscire a formare il governo»
Martedì 1 Novembre 2022, 12:22 - Ultimo agg. 2 Novembre, 00:04
4 Minuti di Lettura

Governo Meloni - Con Salvini? un rapporto nuovo. «Con Salvini si è stabilito un rapporto nuovo e diverso», dice il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel nuovo libro di Bruno Vespa "La grande tempesta. Mussolini, la guerra civile. Putin, il ricatto nucleare. La Nazione di Giorgia Meloni". Il leader della Lega, spiega la premier «ha capito quel che si poteva e quel che non si poteva fare e mi ha aiutato a cercare soluzioni. In certe situazioni lui mi ha chiesto di aiutarlo, in altre io l'ho chiesto a lui. Franchezza reciproca senza polemiche. Un mediatore? Beh, il fatto di non schierarsi aprioristicamente con Berlusconi mi ha aiutato molto».

Berlusconi: «Stop all'invio di armi, poi miliardi per la ricostruzione. Così Zelensky tratterebbe»

E con il Cavaliere?, chiede Vespa. «Con lui c'è stata qualche incomprensione in più, figlia del passaggio di testimone», risponde Giorgia Meloni. «Quando si vivono certi momenti epocali, è fatale che ci siano delle scosse. Non so quanto sia stato ben consigliato all'inizio, ma devo riconoscergli la lucidità di capire quali fossero alla fine le priorità per non deludere chi aveva creduto in noi e nel ritorno dopo undici anni a un governo politico di centrodestra. Il suo discorso sulla fiducia pronunciato al Senato il 26 ottobre è stato bello e importante, e sono stata contenta di applaudirlo». Vespa chiede a Giorgia Meloni perché ami parlare di «Nazione» e non di «Paese». «Perché Paese è un luogo fisico, chiuso e delimitato, mentre la Nazione è un luogo dell'anima che tiene insieme cultura, identità, condivisione».

Ci sono state proposte irricevibili, ammette Giorgia Meloni spiegando la genesi della composizione dell'esecutivo. «Non ho mai temuto davvero di non riuscire a fare un governo anche se ho preso in considerazione l'ipotesi di presentarmi in Parlamento senza un accordo preventivo con tutti gli alleati, quando alcune proposte mi sono sembrate irricevibili». Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un passaggio dell'ultimo libro di Bruno Vespa .

«Nonostante - prosegue - io fossi andata incontro a tutti senza sfogliare il manuale Cencelli, perché i numeri avrebbero detto altro. Ma a me interessava formare una squadra che funzionasse, un governo inattaccabile, serio, adeguato, ben calibrato. E credo di esserci riuscita».

Giustizia, Covid: le prime mosse del governo Meloni. «Ora le bollette». Stretta sui rave, i medici no vax tornano in corsia (con le mascherine)

Renzi: «Se il governo farà bene da italiano sarò contento. Meloni difenderà eredità economica di Draghi»

Francia: «Atteggiamento predatorio»

«Ho illustrato la nostra decisione di difendere il marchio made in Italy. Ho contestato l'atteggiamento predatorio che la Francia ha manifestato in qualche occasione, ho trovato una perfetta comunità d'intenti nella difesa della sovranità alimentare alla quale anche la Francia tiene molto. Abbiamo parlato di Libia, immigrazione, infrastrutture. Ma la lealtà e la franchezza potranno portare soltanto vantaggi ai nostri rapporti. L'ho trovato assolutamente d'accordo su questa linea». Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni parla dell'incontro con Macron nell'ultimo libro di Bruno Vespa. «Abbiamo conversato - prosegue Meloni nel libro di Vespa - per un'ora a quattr'occhi sulla terrazza dell'hotel Meliá. Siamo persone che amano entrambe la franchezza e abbiamo parlato di tutto con la massima chiarezza, delle cose che ci uniscono e di quelle che ci dividono».

© RIPRODUZIONE RISERVATA