Sea Watch, Prestigiacomo guida il blitz sul gommone con Magi e Fratoianni, rivolta in Forza Italia

Domenica 27 Gennaio 2019
Prestigiacomo alla guida del gommone con Fratoianni e Magi
«Non si può voltare la testa dall'altra parte». Stefania Prestigiacomo, parlamentare di Forza Italia, ex ministro di Silvio Berlusconi, siciliana di Siracusa, non è proprio il politico che ti aspetti alla guida di un gommone con a bordo il radicale Riccardo Magi e Nicola Fratoianni di Leu, inseguiti dalla Guardia costiera per salire a bordo della nave Sea Watch, nonostante i divieti, e chiedere lo sbarco immediato dei 47 migranti in mare da 9 giorni.

Una mossa a sorpresa, quella della pasionaria azzurra, che si trasforma subito in un problema per Forza Italia, a pochi giorni dalle elezioni in Abruzzo. Subito dopo che la notizia del blitz dei tre parlamentari diventa di dominio pubblico, i vertici azzurri prendono infatti le distanze, facendo trapelare lo sconcerto e definendo «autonoma e non concordata» l'iniziativa. Raccontano anche di un Silvio Berlusconi sorpreso e dispiaciuto. Ma lei non arretra e anzi cita proprio il leader che l'ha voluta in parlamento quando aveva solo 28 anni: «Ascoltate quello che ha detto Berlusconi. Non si può restare indifferenti: chi ha un minimo di umanità, ho visto negli occhi una tristezza infinita. Non potevo non esercitare una mia prerogativa».



Ma l'iniziativa sulla nave della ong tedesca della deputata siciliana, diventata subito per molti una eroina, è un dito nell'occhio di Matteo Salvini, che resta l'alleato di centrodestra e socio di maggioranza della coalizione, nonostante la convivenza al governo col M5S. «Parlamentari italiani (fra cui uno di Forza Italia) non rispettano le leggi italiane e favoriscono l'immigrazione clandestina? Mi spiace per loro, buon viaggio!», rimarca il responsabile del Viminale. «Non abbiamo violato la legge, ma esercitato le nostre prerogative di parlamentari. Dunque, non abbiamo violato un bel niente», insiste lei. Ma il fuoco amico contro di lei nonsi placa. Solo Mara Carfagna e Gianfranco Micchiché la difendono pubblicamente. Antonio Tajani, ospite dell'Annunziata su Rai3, è costretto a ribadire la linea della fermezza del partito: «Né Berlusconi né noi ne sapevamo nulla - assicura - è un'iniziativa a titolo personale, di una mamma, di una parlamentare di Siracusa. Credo» sia stata spinta «più da un fattore umano che politico». Insomma si declassa e si tenta di sminuire l'iniziativa politica a un colpo di testa di una donna siciliana.

 


In sua difesa arriva invece Maria Elena Boschi, che ha avuto la stessa responsabilità della deputato di Forza Italia, quella delle Pari opportunità. «Mi unisco all'appello di Stefania Prestigiacomo affinché il Governo faccia sbarcare quanto prima i migranti a bordo della Sea Watch, mettendoli in sicurezza. Si può essere d'accordo o meno con la sua iniziativa, ma perché insultarla in quanto donna? Le frasi volgari che le sono state rivolte anche da siti della Lega sono ignobili. A Stefania Prestigiacomo tutta la mia solidarietà. Quando sono salita a bordo della nave Diciotti qualche mese fa ho subito offese sessiste di ogni tipo e ho deciso di querelare tutti. Contro il sessismo in rete tolleranza zero», scrive in una nota, la parlamentare dem.

Intanto Prestigiacomo tira dritto e non si fa spaventare. «Per me è un'esperienza incredibile, perché gli sguardi spiritati delle 47 persone che abbiano ascoltato, accarezzato, lasciano un segno. Posso capire che dietro una scrivania, da lontano, tutto questo può apparire come un fenomeno», racconta la parlamentare dopo il sopralluogo sulla nave. «Ho trovato un personale molto qualificato con dei volontari straordinari - dice - ma i migranti devono sbarcare. Siamo tutti d'accordo che dobbiamo coinvolgere l'Europa ma ora facciamoli sbarcare, queste persone sono stremate», aggiunge.

«È la prima volta che sono salita a bordo di una nave di questo tipo - prosegue - ma da siracusana conosco bene il fenomeno degli sbarchi: questa è una provincia che ha accolto migliaia di migranti e ha dato prova di grande solidarietà. Salvando vite in mare, liberi cittadini si sono precipitati nelle spiagge ad aiutare migranti che sbarcavano a nuoto. Abbiamo impiegato due minuti e mezzo col mezzo della capitaneria per arrivare dalla Sea Watch a terra. Non si può voltare la testa dall'altra parte. Non è la mia natura. Siamo d'accordo che dobbiamo coinvolgere l'Europa, però queste persone sono stremate. Toccare da vicino queste realtà fa molto male al cuore. Quando noi parliamo di Europa pensiamo a un Paese che può accoglierci. Quella nave - conclude - non è luogo dove possono continuare a vivere. Abbiamo voluto dimostrare che c'è qualcosa che va oltre gli schieramenti».
 Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 17:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA