Sondaggi Roma, sale Calenda. Pd in pressing su Sassoli, stallo nel centrodestra

Mercoledì 4 Novembre 2020 di Fabio Rossi
Sondaggi Roma, sale Calenda. Pd in pressing su Sassoli, stallo nel centrodestra

In attesa che si chiariscano le forze (e le candidature) in campo per la scalata al Campidoglio della prossima primavera, Carlo Calenda vola nel gradimento dei romani, con il Pd che continua ad auspicare la discesa in campo di un big del partito (ora il pressing torna su David Sassoli) e il centrodestra a caccia di un profilo civico, ma ancora senza un nome predominante. 

Tutto ciò mentre Virginia Raggi continua a restare in pista per un secondo mandato: confidando soprattutto nelle incertezze dei possibili rivali, acuite dall’emergenza Covid che sta contribuendo a portare per le lunghe le scelte decisive per il futuro della Capitale. Ieri la sindaca non è stata però invitata al vertice sul Giubileo del 2025, con il premier Giuseppe Conte che ha incontrato a Palazzo Chigi il governatore Nicola Zingaretti e monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Un’esclusione che è stata considerata «un grave sgarbo istituzionale» dal Campidoglio, aprendo così un inaspettato fronte di scontro con il Governo a guida giallorossa.

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Secondo un sondaggio realizzato da Romatoday e dall’istituto Demopolis, Calenda è oggi il candidato sindaco che gode di maggiore fiducia da parte dei romani, con il 34 per cento di pareri favorevoli. Alle sue spalle Guido Bertolaso, non in lizza per Palazzo Senatorio (almeno per ora) ma con il 31 per cento di consensi. Subito dietro, a quota 30, c’è Raggi in compagnia di Sassoli. Quindi Giulia Bongiorno, che gode della fiducia del 25 per cento dei romani, Fabio Rampelli (14), Vittorio Sgarbi (12) e Monica Cirinnà (11). I risultati del sondaggio evidenziano la bocciatura dell’attuale giunta comunale - 55 per cento di voti negativi contro il 38 per cento di positivi - e per il candidato sindaco del centrosinistra vedono una sfida a tra il leader di Azione (indicato dal 37 per cento degli intervistati) e il presidente del Parlamento europeo (35). 

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Nel centrosinistra le scelte definitive sono ancora rinviate, vista anche l’emergenza coronavirus, ma un dato è certo: in campo c’è Calenda, che vuole l’appoggio del Pd e ha anche aperto alla possibilità di concorrere alle primarie di coalizione. «Per me è un ottimo candidato, ma è giusto che partecipi a un processo di selezione che lo rafforzerebbe», considera la deputata Patrizia Prestipino, coordinatrice romana di Base Riformista, l’area del Pd che fa capo a Lorenzo Guerini e Luca Lotti. In casa dem però si registrano molti maldipancia di fronte all’ipotesi di assegnare la “nomination” all’ex ministro, e stanno tornando alla carica con Sassoli. Ma lo speaker dell’Europarlamento sembra ancora poco entusiasta dell’idea. Sull’altro fronte si attende ancora che il tavolo nazionale del centrodestra metta mano alle candidature nelle grandi città per il 2021. Al momento si continua a cercare un profilo civico per il colle capitolino: Forza Italia punta forte su Guido Bertolaso, che però sembra perdere terreno negli ultimi giorni. Ma nell’area di Fratelli d’Italia si ragiona su possibili alternative più vicine al partito di Giorgia Meloni: come Guido Crosetto, ex deputato e presidente della Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza - che però non sembra intenzionato a cimentarsi - e l’ex presidente della Lega calcio di Serie B, Andrea Abodi.
 

Ultimo aggiornamento: 11:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA