L'altolà di Salvini: «Patti chiari, Berlusconi sia serio»

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di ​Paolo Mainiero

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È infastidito, Matteo Salvini. Tutte le nomination di Silvio Berlusconi, prima Sergio Marchionne, poi Antonio Tajani, infine Leonardo Gallitelli, provocano l’orticaria al leader della Lega, che per due giorni, fino a sabato mattina, sarà a Castel Volturno, terra di migranti, per una serie di incontri.


«Basta sparate»; «Non si possono lanciare nomi a capocchia»: talvolta, a sentire come si rivolge a Berlusconi, il leader di Forza Italia sembra più un suo avversario che un suo alleato. 
«Il centrodestra ha il dovere di presentarsi agli italiani con un progetto chiaro, mettendo il programma nero su bianco. Occorre chiarezza soprattutto per non ricadere negli errori del passato, quando si vinceva ma poi si litigava e non si governava».

Patti chiari, amicizia lunga: anche per questo vuole andare dal notaio?
«Se non va bene il notaio, si può andare dal macellaio, dal benzinaio, a me va bene ovunque. Io non voglio vincere solo per il gusto di vincere ma per cambiare il Paese. Se ci sono problemi meglio affrontarli prima».

Primo problema: Berlusconi si rifà al popolarismo europeo della Merkel.
«L’Europa è una grande questione. Chi andrà a Bruxelles a trattare la revisione dei trattati? E con quali idee?».

La sua idea qual è?
«Se Berlusconi pensa alla Merkel siamo completamente fuori strada. Io non voglio andare al governo per fare dell’Italia una succursale della Germania. Per obbedire alla Merkel il debito pubblico è salito a 900 miliardi, nonostante i sacrifici ai quali sono stati costretti gli italiani».
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Mercoledì 29 Novembre 2017, 23:03 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 17:02
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