Policlinico Federico II, evento per celebrare i tre anni dell'ambulatorio di dermatologia etnica

Policlinico Federico II, evento per celebrare i tre anni dell'ambulatorio di dermatologia etnica
Mercoledì 15 Dicembre 2021, 18:31
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L’ambulatorio di dermatologia e venereologia della Federico II, dedicato ai pazienti stranieri di diverse etnie, nasce nel 2018 per iniziativa dei prof. Gabriella Fabbrocini e Mario Delfino con l’obiettivo di  prevenire e riconoscere in tempo utile malattie della pelle e della sfera sessuale. Attraverso un percorso di accesso  facilitato rivolto ai pazienti stranieri in territorio italiano, regolari o meno, in questi anni è stato possibile superare le barriere cliniche, linguistiche e culturali che spesso impediscono a chi viene dai Paesi extracomunitari  di accedere alle terapie necessarie, favorendo un rapido accesso alle cure.

L’ambulatorio risponde alle dinamiche tipiche del mondo globalizzato e punta su un’equipe specializzata che ha acquisito, in questi anni, ulteriori competenze e capacità diagnostico-terapeutiche nella gestione di patologie presenti in pazienti di diverse etnie: trasferirsi dal proprio contesto di origine, o essere nato da genitori con particolari caratteristiche biologiche, infatti, determina la possibilità di esprimere sulla cute segni atipici di comuni dermatosi o acquisire dermopatie rare.

Ciò implica la necessità dei medici di aggiornare il proprio approccio alla patologia dermatologica, il cui manifestarsi cambia sia in funzione delle diverse sfumature del colore della pelle ma anche della sua diversa reattività.

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Di questi argomenti, e dei prossimi obiettivi dell’ambulatorio, discuteranno, tra gli altri, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II Anna Iervolino, il presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia Maria Triassi, il direttore Sanitario Emilia Anna Vozzella, il direttore amministrativo Stefano Visani e i prof. Gabriella Fabbrocini, Massimo Scalvenzi e Mario Delfino che terrà una lectio magistralis.

«Il nostro è un ambulatorio di dermatologia globale che accoglie pazienti di tutto il mondo. Più di un quarto delle persone che vengono da noi hanno patologie infettive determinate spesso dalle scarse condizioni igieniche in cui, purtroppo, i migranti sono costretti a viaggiare o a vivere, oppure dalle difficoltà di accedere alla necessaria assistenza sanitaria. Malattie dermatologiche a carattere infettivo come sifilide, gonorrea, condilomi, herpes simplex e/o zoster e acariasi sono purtroppo tornate a diffondersi, per questo è necessario intercettarne tempestivamente i casi assicurando il diritto alla salute ed un’assistenza di qualità a tutti i pazienti stranieri» sottolinea la prof.ssa Fabbrocini.

Proprio grazie all’intervento dell’equipe dermatologica federiciana, ad esempio, a Napoli è stato individuato un caso di malattia di Hansen (lebbra), immediatamente isolato, non pericoloso in termini di contagiosità.

«L’ambulatorio di dermatologia etnica testimonia ancora una volta l’inscindibile rapporto che esiste tra assistenza, didattica e ricerca – commenta  il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II Anna Iervolino – affrontare e approfondire con un approccio multidisciplinare tematiche di alto valore sociale e di estrema attualità è compito di un Policlinico universitario che è un punto di rifermento per la Campania e sempre di più rappresenta un polo di eccellenza riconosciuto ben oltre i confini regionali».

Attivo tutti i lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 13.30, l’ambulatorio è diretto dal dott. Maurizio Lo Presti e si avvale della collaborazione di Patrizia Forgione, responsabile del “Centro di Riferimento Regionale per la malattia di Hansen”.  Nello staff i dott. Nicola Di Caprio, Francesca D’Anna, Riccardo Acri.

Numerose le iniziative, dalle visite gratuite con accesso libero (la prossima in calendario il 25 gennaio 2022), al portale per i consulti via web (http://www.dermatologiaetnica.it/), dal laboratorio ad alta specializzazione per esami diagnostici e strumentali di secondo livello (biopsie, microscopia confocale ecc.) alla stretta collaborazione con le strutture che accolgono i migranti, anche grazie a medici volontari come la dott.ssa Francesca Gaudiello. Non mancano poi eventi formativi e workshop sulle specifiche tematiche della diagnosi, terapia con i farmaci più innovativi e, anche, della corretta accoglienza e mediazione culturale e linguistica nella tutela della salute. 

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