Roma, i medici cacciano i No vax: «Minacce e aggressioni, siamo perseguitati»

Il boom di richieste per non seguire più i pazienti che ancora rifiutano la profilassi. Lo sfogo dei dottori: «Siamo perseguitati, vogliono l’esenzione a qualunque costo»

Martedì 25 Gennaio 2022 di Francesco Pacifico
I medici cacciano i No vax: «Minacce e aggressioni, siamo perseguitati»

I più educati minacciano di portare il proprio dottore davanti a un giudice. Altri, dopo decine e decine di sms ed email, non risparmiano insulti o aggressioni vis a vis. Tutti pretendono - persino in carta bollata - di ottenere un’esenzione dalla vaccinazione. Anche se non sussistono le condizioni sanitarie per riceverla. Aumentano a dismisura i medici di base che, esausti per le pressioni dei loro pazienti No vax, scrivono alle Asl chiedendo di non seguirli più, perché «si è interrotto il rapporto fiduciario». Tecnicamente li “ricusano”, cioè pretendono che si trovino un altro dottore, poiché non li vogliono più vedere e soprattutto sentire. Anche perché insulti e minacce spesso arrivano via email o via WhatsApp.

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Via pec

Soltanto nelle Asl romane sono circa un centinaio ogni settimana le richieste di ricusazione presentate dai sanitari. Non poche, se si pensa che in tutta la regione sono, tra i maggiorenni, circa 275mila i No vax, quelli che non si sono fatti iniettare finora neppure una dose di vaccino. «E credo che le domande per rinunciare a seguire un proprio assistito - nota Alberto Chiriatti, medico di base e vicesegretario del sindacato di categoria Fimmg - sono soltanto destinate ad aumentare. Ci perseguitano. Certo, la conflittualità con il paziente non è una novità per noi, ma questo fenomeno si è acuito, anzi è stato esasperato, con lo scoppio della pandemia. Anche perché c’è gente che si presenta in studio con l’avvocato e pretende quello che non può avere: cioè ottenere una nostra certificazione che eviti loro il vaccino. E a chiederla spesso sono persone sane».

 

Tra i sanitari che ha avuto a che fare con le richieste dei No vax c’è Maria Corongiu: «Io ho dovuto ricusare già quattro pazienti, penso che in tutta la mia carriera non mi sia mai successo nulla di simile. Quando va bene ricevo mail o persino pec - è un testo con un contenuto standard - nelle quali l’assistito mi chiede di sapere, a norma di legge, quali effetti può provocare il vaccino sul lungo periodo, perché si devono fare un farmaco sperimentale e soprattutto vogliono che gli prescriva su carta bianca l’inoculazione. Posso capire che chi ha dubbi sia impaurito e non avrei problemi a incontrarli e a rispondere alle loro domande. E gli spiegherei che i rischi sono bassissimi. Ma queste persone non vogliono chiarimenti, ma soltanto una certificazione scritta nella quale io mi prendo la responsabilità, anche penale, per la loro vaccinazione. E parliamo di gente in salute, che al massimo ha patologie comuni come una tiroidite o malattie reumatiche, non sono sufficienti per ottenere l’esenzione. E quando spieghi che non è questa la procedura, vengono in studio e alzano la voce. Io questo non lo consento».

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Il Fimmg sta raccogliendo le segnalazioni dei suoi iscritti, che hanno subito intimidazioni (finora solo verbali) dai No vax. Un medico di base romano ha raccontato che «un assistito mi ha persino chiesto di prescrivergli degli esami per dimostrare la propria intolleranza al vaccino, comprendendo anche un test per possibile allergia da «adenovirus di scimpanzé modificato». Un suo collega si è visto arrivare in studio un paziente, che brandiva il telefono perché non gli rispondeva più alle decine e decine di messaggi inviati via WhatsApp. E per poco dagli insulti non si è passati alle vie di fatto. Un altro medico ancora è stato contattato da un avvocato, che - a nome del suo cliente - gli intimava non soltanto la certificazione di esenzione, ma anche di prescrivere una serie di inutili accertamenti. «E qualora lei non lo faccia - concludeva il legale - lei sarà ritenuto responsabile anche penalmente degli effetti post vaccino sorti per sua negligenza».
«Anche per questo - fa sapere Chiriatti - abbiamo chiesto alla Regione una commissione paritetica con le Asl per valutare caso per caso le diverse domande di esenzione, in modo da tutelarci. Perché la tensione è troppo alta e in questo modo non è più possibile lavorare».

 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 02:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA