Da Ostia a Fregene, cellulari a tutto volume e ragazzini scatenati: l'estate cafona

Da Ostia a Fregene, cellulari a tutto volume e ragazzini scatenati: l'estate cafona
di Veronica Cursi
Venerdì 29 Luglio 2022, 09:32
2 Minuti di Lettura

Il caldo, si sa, può dare alla testa. Ma quello che si vede nelle spiagge prese d’assalto dai romani, da Ostia a Fregene, somiglia più a un colpo di sole. E pure bello forte. Ti sdrai sul lettino in attesa del tanto agognato sabato di relax ed ecco spuntare prevedibile, disincantante, la maleducazione umana.

Meduse a Santa Marinella, bagnanti in fuga. «I bambini escono piangendo dall'acqua»

Il vicino di ombrellone adora parlare al cellulare, neanche lavorasse in un call center. Suoneria ad alto volume: “Shekerando” per l’esattezza, tormentone che balla scuotendo il bacino ogni volta che deve rispondere al telefono. Tre file dietro, la mamma ansiosa quanto pigra accompagna il bagno del figlio di 8 anni con urla che si ripetono ogni 5 minuti: “Giacomoooo, vieni più a riva”, “Giacomoooo, attento alle onde”, “Giacomoooo, la merenda!”, ma alzarti no? E mentre provi a leggere qualche riga di quel libro che non finirai mai, una pallonata ti colpisce in piena faccia: «Rigore, punizione, fallo!». Un gruppetto di adolescenti ha deciso di mettere su la finale della Champions League a dieci centimetri dal tuo telo. Ok, pausa pranzo. Al bar dello stabilimento è un via vai di bikini, tanga e uomini a torso nudo: se non sbaglio c’è una cosa chiamata copricostume che qui, però, sembra non andare di moda. La temperatura sale, l’irritazione pure. Il prossimo weekend, casa e aria condizionata. In santa pace. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA