Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Pensavo fosse amore, invece era ​Napoli retrò

Sabato 17 Settembre 2022 di Raffaella R. Ferré
Pensavo fosse amore, invece era Napoli retrò

Le librerie storiche che chiudono o rischiano di, i luoghi del cuore maltenuti e mal governati, i palazzi e i monumenti come frutta lasciata troppo tempo sopra un tavolo, le personalità che ci lasciano, e nemmeno i vicoli più gli stessi, mangiati da cassonetti, lavori, traffico e tavolini: c'è una parte di Napoli che se ne sta andando, sì. Ma dove? Specializzato in passato cittadino, il gruppo Facebook Napoli retrò circa 160mila iscritti è una rete virtuale che doppia la rete della città e, producendosi in una carrellata attiva e costante di immagini, documenti, fotografie, planimetrie, rivela la città com'era e come non è più.

Certo, per quanto manchi un museo di storia cittadina, tracce di questa Napoli esistono ben fuori dal virtuale, basti pensare all'Archivio Carbone che in questi giorni presenta la mostra La pellicola di Napoli, ma quello che succede sui social network è che a comporre la mappa della città nell'atto di diventare altro da sé, sono i suoi stessi abitanti. La memorabilia del prima e del non ancora, non così, messa insieme da persone nel qui e ora: Napoli con il pezzo che oggi manca a volte perché cadente è una città in cui tutti gli scorci sono belli, i panorami incontaminati, e i progetti funzionali. Viene voglia di viverci e, al contempo, ne abbiamo nostalgia come di un amore che non andava da nessuna parte e forse, chissà, proprio per questo, è rimasto pensiero fisso. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA