Marcia della solidarietà lungo lo stivale per Antonio Attianese, il caporale vittima dell'uranio impoverito

di Roberta Salzano

Con l'hashtag #Nessunorimaneindietro #GiustiziaperAttianese decine di militari dell'associazione Assoranger arriveranno il prossimo 28 maggio a Salerno. In tappe di 120 chilometri da percorrere in 72 ore i militari, partendo dalla Valle d'Aosta, hanno organizzato con determinazione e coraggio una staffetta di cuori, prima che di gambe, per sostenere la causa del collega Antonio Attianese. L'ex ranger del quarto reggimento alpini paracudisti si è ammalato di tumore alla vescica per «esposizione a un inquinamento ambientale contenente polveri di acciaio e tungsteno», dopo aver partecipato a due missioni in Afghanistan tra il 2002 e il 2003. 

La marcia raggiungerà il suo culmine il 19 maggio quando i militari da piazza San Pietro attraverseranno il centro di Roma, passando sotto le sedi delle principali istituzioni, con lo scopo di sensibilizzarle alla causa. La tappa finale del percorso sarà l'abitazione del caporal maggiore a Sant'Egidio del Monte Albino.

Dal 2004 il ministero della Difesa ha negato a lui e alla sua famiglia ogni tipo di assistenza. Poi lo scorso marzo il caso è approdato sul tavolo della procura militare di Roma alla quale la commissione parlamentare di inchiesta ha deciso all'unanimità di trasmettere gli atti prodotti dall'ex ranger che ha denunciato di aver subito minacce dai suoi superiori. Finora Antonio, sostenuto in questo lungo calvario dalla moglie Maria, si è sottoposto a 35 interventi chirurgici e sta seguendo un ciclo di cure sperimentali. Non è stato monitorato, come prevede la circolare 65/84 dello stato maggiore dell’Esercito, gli è stato negato l'equo indennizzo perché l'ufficio non ha presentato la domanda entro sei mesi dalla conoscibilità della patologia e la causa di servizio è ferma al tribunale militare di Roma da 10 anni. 
Sabato 13 Maggio 2017, 08:58
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