Sfregio alla tomba dei Cacciatore:
i ladri rubano il busto di Cecchino

Martedì 30 Luglio 2019 di Giovanna Di Giorgio
Una manciata di anni fa toccò al busto di Luigi Cacciatore, importante esponente del Psi nella prima metà del 900 che fu anche ministro delle Poste e delle telecomunicazioni nel secondo governo De Gasperi. Stavolta, invece, a essere stata trafugata dalla piazzola degli uomini illustri del cimitero di Salerno è la testa bronzea del fratello, quel Francesco detto Cecchino più volte deputato, sindacalista del Psi e fondatore del Psiup, antifascista al punto da essere arrestato durante il regime e, una volta libero, da farsi promotore del CLN di Salerno. È suo figlio, il filosofo Giuseppe, a denunciare l'accaduto: «È un fatto gravissimo».
 
A dare la notizia ai familiari è stato l'avvocato Cecchino Cacciatore, che del nonno porta sia il nome di battesimo che di battaglia. «Ho scoperto quanto accaduto da Fb grazie a una segnalazione». Un post risalente a mercoledì scorso, ma che il legale ha visto solo ieri. Il suo disappunto va oltre la sfera affettiva: «Al di là del dispiacere personale commenta - è un problema di sicurezza e di sorveglianza. Di sicurezza perché qualcuno impunemente ha avuto tutto il tempo di portare via la testa di bronzo dal blocco su cui era fissata. Di sorveglianza perché, mi chiedo, è possibile che nessuno dei sorveglianti se ne sia accorto in tanti giorni?». E annuncia che oggi stesso sporgerà denuncia. L'indignazione è ancora più forte per il professore Giuseppe Cacciatore. «È un fatto gravissimo attacca - Il furto pare sia avvenuto già da qualche giorno ma nessuno si è degnato di avvertire i familiari. Ho il sospetto che nessuno se ne sia accorto. La lezione dell'altro furto non è bastata». Il riferimento è al furto del busto dello zio Luigi, sepolto in quell'area dal 1951. Il monumento al padre Cecchino, invece, risale al 1983. «È gravissimo anche continua il professore - che ho chiesto di parlare con il direttore del cimitero, invano, e lo stesso è accaduto con il sindaco. Ho detto alla segreteria di quest'ultimo che era successo un fatto molto grave ma non sono stato richiamato». In serata, però, arriva la nota dell'amministrazione che «esprime sdegno per la profanazione della tomba della famiglia Cacciatore. A tutti i congiunti un abbraccio di fraterna solidarietà. Piena disponibilità del personale e dei Servizi cimiteriali per contribuire allo svolgimento delle indagini che si confida possano individuare presto i responsabili e la matrice del vile episodio». Indagini forse più semplici se fossero già state presenti le telecamere che, invece, sarebbero in arrivo. Come assicura il direttore del cimitero, Filomeno Di Popolo: «Per i furti perpetrati nel passato ho presentato denuncia alla Procura, chiesto e ottenuto la sorveglianza notturna e richiesto che venga implementato il numero delle telecamere». Al momento c'è una telecamera per ogni ingresso, ma altre otto sono in arrivo. Del resto, i numeri del cimitero sono imponenti: 25mila sepolture su una superficie di circa 140mila metri quadri, 1800 morti l'anno e altrettante inumazioni, circa 1000 esumazioni e altre operazioni ancora: Quanto alla vicenda, invece, in mattinata il direttore aveva così commentato: «A me non risulta alcun furto perché non è stata sporta nessuna denuncia». Intanto, si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà alla famiglia Cacciatore. A iniziare da quella del deputato di Fi Gigi Casciello: «Vergognoso e inquietante l'oltraggio alla memoria di Cecchino Cacciatore, figura simbolo della storia e della politica non solo cittadina». E attacca: «È doveroso invocare controlli e attenzione da parte di chi è preposto a garantire la sicurezza».

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