Estorsione e botte al falegname,
no sconto in Cassazione per ex Nco

di Nicola Sorrentino

ROCCAPIEMONTE - Nessuno sconto per Vincenzo Senatore, esponente della scena criminale dell'Agro nocerino e della Valle dell'Irno, accostato dagli inquirenti anche alla Nco in passato, in ragione di una serie di precedenti specifici e successivamente, al clan Marandino di Agropoli. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dallo stesso, assistito dall'avvocato Enrico Bisogno, contro una condanna a 4 anni per tentata estorsione e lesioni personali.

Originario di Roccapiemonte, Senatore fu giudicato e condannato per aver preteso la cifra in contanti di 2000 euro per un debito, a suo dire, pregresso e non onorato nei riguardi di una seconda persona, all'interno di una falegnameria. Durante l'episodio, l'imputato avrebbe minacciato l'uomo di «non permettersi di alzare mai la voce nei suoi confronti», per poi colpirlo con due pugni al volto, facendogli battere la testa contro la parete. Successivamente, minacciò di sparargli in testa. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, richiamando la pronuncia dei due tribunali di primo e secondo grado, la cui pena è stata definita congrua e logica, con una rigorosa valutazione di tutti gli elementi e una ricostruzione dei fatti priva di contraddizioni. Il ricorso «presenta profili di assoluta genericità - si legge - con una diversa valutazione degli elementi di prova che è già stata effettuata dai due precedenti giudizi di merito, nel processo di primo grado e poi in Appello».

La Cassazione non ha poi ritenuto sovrapponibile, come proposto dalla difesa, il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni invece di quello di estorsione. Nell'agire, il 60enne avrebbe agito, infatti, con modi violenti e con l'intento di sopraffare la vittima.  
Venerdì 13 Settembre 2019, 15:30
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