Tiziana D'Angelo direttrice a Paestum:
«Adesso più tutela e ricerca»

Giovedì 27 Gennaio 2022 di Erminia Pellecchia
Tiziana D'Angelo direttrice a Paestum: «Adesso più tutela e ricerca»

Passione, rigore, determinazione: non parole astratte ma modo di intendere e vivere la vita se le leghiamo a Tiziana D'Angelo, milanese, classe 1983, docente di Arte greca e romana all'università di Nottingham, da ieri, su nomina del direttore generale Musei Mic Massimo Osanna, al vertice del parco archeologico di Paestum-Velia, dopo aver superato la dura sfida tra i 156 candidati al posto lasciato libero da Gabriel Zuchtriegel insediatosi al Parco archeologico di Pompei. Un'archeologa «che vive ciò che scava e che sa interconnettere passato, presente e futuro», recita la motivazione del Premio Ghislieri assegnatole nel 2019 dal prestigioso collegio dell'ateneo di Pavia dove si è formata. E «interconnessione» - con il territorio, gli enti, i privati, gli istituti di ricerca italiani e stranieri - è il principio su cui la studiosa del mondo antico, borsista ad Oxford e tesi di dottorato ad Harvard sulla pittura murale funeraria nell'Italia meridionale in epoca classica ed ellenistica, impronterà i quattro anni del suo mandato che, anticipa, sarà «nel segno del rafforzamento della tutela e della produzione scientifica, perché ricerca, salvaguardia e comunicazione sono sullo stesso piano, elementi indispensabili per la valorizzazione dei beni culturali». 

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Dottoressa, il talento che torna dall'estero...
«Sono al settimo cielo, per me è una nomina che va ben oltre la carriera, è un'opportunità di vita. Avevo 21 anni quando sono andata via e da 17 anni giro il mondo. Per mia scelta, però, perché sono molto curiosa; non mi sento un cervello in fuga, ho seguito il flusso delle opportunità che ho incontravo sul mio cammino, dicendomi sempre: vado e torno. Sono stata a Berlino, al Getty di Los Angeles, al Metropolitan Museum of Art di New York, a Cambridge; infine la cattedra a Nottingham. Vivo in Inghilterra ma, quando ho saputo del concorso, pur immaginando le difficoltà, ho deciso di partecipare. Sono italianissima e Paestum è nel mio cuore, la mia tesi di dottorato, Dipingere la morte con i colori della vita, è nata tra le lastre tombali dei depositi del museo, un patrimonio di valore immenso che il grande pubblico sta conoscendo grazie a Gabriel che li ha aperti alla fruizione».

A Paestum è tornata spesso, sarà la sua casa.
«É il mio destino, un sogno che si è realizzato. Al di là del primo amore da studentessa in gita scolastica, vi ho fatto lunghe ricerche prima con direttrice Marina Cipriani, successivamente con Zuchtriegel, che mi ha voluto al suo fianco sia nella mostra del 2017 Action painting rito & arte nelle tombe di Paestum che in quella del 2018 per i cinquant'anni dalla scoperta della tomba del Tuffatore. E sono stata spesso ospite della Borsa mediterranea del turismo archeologico. Il suo direttore Ugo Picarelli e il sindaco di Capaccio Franco Alfieri sono stati i primi a farmi gli auguri, seguiti a raffica dal personale del parco. Li conosco tutti, sono legati ad un sito che sentono proprio e sono gran lavoratori, proprio come me, ci troveremo bene. Casa? Mi prende alla sprovvista, sto alle prese con il trasloco. Per i primi mesi sicuramente soggiornerò a Paestum, per organizzare strategie e programmi; ho molte idee, mi confronterò con Osanna, Zuchtriegel, il cda ed il comitato scientifico del parco. Credo, però, che mi stabilirò a Napoli, città dalle infinite suggestioni».

E Velia?
«Bellissima e sta risorgendo, la fusione con Paestum può creare ottime connessioni con il territorio abbracciando l'entroterra e le coste sud del Cilento. Ci sono stata a novembre scorso per la presentazione del restauro del teatro, che spero torni ad accogliere spettacoli importanti, e a inizio gennaio per i nuovi percorsi messi in luce dopo il disboscamento. Alle volte basta un dettaglio... Si sta ragionando ora sul museo, c'è un finanziamento di 7 milioni per riqualificare la galleria ferroviaria sotterranea e mi auguro che venga ripristinata anche la vecchia stazione a ridosso dell'area archeologica. Proseguiranno inoltre gli scavi».

Progetti da portare avanti attivando una rete.
«Sì con gli enti, le università, quelle che già lavorano nel parco, come Salerno e l'Orientale di Napoli, e le straniere, la soprintendenza, i privati. Al Metropolitan, tra le altre cose, curavo i rapporti con i mecenati. Ho conosciuto già gli attivissimi soci degli Amici di Paestum e imprenditori che si sono attivati, ad esempio per il monitoraggio sismico del tempio di Nettuno. Ben vengano gli sponsor ed eventi pensati con loro se aiutano a valorizzare un sito senza lederne la dignità». 

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