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Covid, il gene che aumenta il rischio di mortalità «nato da un rapporto fra un Neanderthal e un Sapiens»

La tesi che questa variazione genetica derivi dai Neanderthal è sostenuta dagli scienziati già dal 2020, ma ora gli studiosi affermano che tutto sia partito da una singola «relazione romantica»

Giovedì 9 Giugno 2022 di Alessio Esposito
Covid, il gene che aumenta la mortalità «nato da un rapporto intimo fra un Neanderthal e un Sapiens»

Tutta colpa di una notte di passione. Il gene responsabile di gran parte delle morti per Covid deriverebbe, secondo alcuni studiosi dell'Università di Oxford, dall'uomo di Neanderthal. E, più specificamente, da un rapporto intimo fra quest'ultimo e un Sapiens, avvenuto circa 60mila anni fa. La tesi che questa variazione genetica derivi dai Neanderthal è sostenuta dagli scienziati già dal 2020, ma ora gli studiosi affermano che tutto sia partito da una singola «relazione romantica».

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«Variazione genetica nata da un singolo rapporto fra Neanderthal e Sapiens»

Il dottor James Davies, professore associato di genomica presso il dipartimento di medicina Radcliffe dell'Università di Oxford, ha spiegato nel corso del Cheltenham Science Festival che la sequenza genetica alla base della maggiore suscettibilità dei polmoni al coronavirus può essere ricondotta a «una singola relazione inter-specie e un singolo figlio».

Come sappiamo da dove deriva il gene della mortalità Covid?

Questo perché la combinazione di "lettere" presente nel Dna di alcune persone che contraggono forme gravi di Covid è esattamente la stessa in tutti i soggetti. La variazione genetica incriminata, che già da studi precedenti è stato ipotizzato provenisse dai Neanderthal, è così precisa da poter essere riconducibile a un solo individuo. Il professor Davies ha dichiarato: «Pensiamo che ci sia un unico "legame romantico" alla base. Il motivo per cui lo sappiamo è che abbiamo individuato questo blocco con 28 modifiche di una sola lettera. È possibile tracciarlo fino in fondo e deve essere nato da un unico evento». In altre parole, nelle "lettere" del nostro codice genetico è rimasta traccia dell'evento che ha dato origine alla variazione che rende alcuni individui più suscettibili al Covid.

La variazione genetica in questione è legata a un gene chiamato LZTFL1 e si crede che agisca sulle cellule polmonari. Queste ultime sviluppano una proteina sulla loro superficie a cui il coronavirus è in grado di attaccarsi e diffondersi attraverso i polmoni, causando danni più gravi e che possono essere mortali. La variazione genetica è più comune nelle persone di origine dell'Asia meridionale e potrebbe in parte spiegare l'alto numero di vittime in India durante la pandemia. Chi possiede questo gene svilupperebbe un rischio doppio di morte rispetto a chi non ce l'ha.

Ultimo aggiornamento: 23:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA