Influenza australiana, boom di casi in Italia: un milione nell'ultima settimana. Record incidenza: mai così alta dal 2009

Salgono da tre a sette le regioni con incidenza alta. Nell'ultima settimana 16 casi ogni mille abitanti

Boom di casi di influenza, un milione nell'ultima settimana. Incidenza mai così alta dal 2009
Boom di casi di influenza, un milione nell'ultima settimana. Incidenza mai così alta dal 2009
Venerdì 9 Dicembre 2022, 17:21 - Ultimo agg. 10 Dicembre, 15:19
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La corsa dell'influenza australiana non si arresta: secondo la rete di sorveglianza InfluNet dell'Istituto Superiore di Sanità, nell'ultima settimana sono stati 943mila gli italiani colpiti da sindromi simil-influenzali. In totale, dall'inizio della stagione, sono oltre 3,5 milioni le persone contagiate. L'incidenza degli ultimi 7 giorni, pari a 16 casi ogni mille abitanti, ha già superato il picco di tutte le stagioni precedenti, a partire dal 2009. I contagi continuano a colpire in maniera particolarmente elevata i bambini al di sotto dei 4 anni: in questa fascia di età si registrano 50,16 casi per mille; in pratica 1 bambino su 20 nella scorsa settimana è stato messo a letto dall' influenza. Elevati anche i tassi nella fascia tra 5 e 14 anni, pari a 29,29 per mille; incidenza pari a 13,16 casi per mille nella fascia 15-64 e 6,44 casi per mille negli over-65. In quasi tutto il Centro-Nord l'incidenza delle sindromi simil-influenzali è classificata come "molto alta"; in Lombardia, Emilia Romagna, Abruzzo sono stati registrati tassi superiori ai 20 casi per mille abitanti.

Questa settimana non sono disponibili i dati relativi al monitoraggio virologico; ciò non consente di sapere quante delle sindromi simil-influenzali siano da attribuire a virus influenzali veri e propri e quanti, invece, ad altri virus respiratori. Tuttavia, il monitoraggio della scorsa settimana aveva confermato un alto tasso di circolazione di virus dell' influenza: in particolare dei 717 campioni analizzati dai laboratori afferenti alla rete InfluNet, 275 (il 38,3%) erano risultati positivi al virus influenzale, in particolare quelli di di tipo A (specie H3N2). Appena il 4% (29 campioni) era risultato positivo a SarsCov2. Più alto, invece, il numero di campioni positivi per il virus respiratorio sinciziale: 63 campioni, pari a quasi il 9%. Quest'ultimo dato potrebbe spiegare l'alto numero di bambini ammalati. Immediato l'appello dei pediatri: «Se non lo si è fatto ancora non si perda tempo: questo è il momento giusto per vaccinare il proprio bimbo, anche se senza patologie croniche o fragilità», ha detto la presidente della Società italiana di Pediatria, Annamaria Staiano.«Ricordiamo che la vaccinazione è particolarmente raccomandata per tutti i bambini di età compresa tra 6 mesi e 6 anni, e per tutti i soggetti di ogni età con patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza», ha aggiunto.

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Da 3 a 7 le regioni con incidenza alta

L'influenza corre veloce e aumentano le regioni che superano, per l'incidenza, la soglia del livello di entità molto alta. Nella precedente settimana erano tre (Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria), nell'ultima settimana sono sette: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo. Tre regioni (Campania, Calabria, Sardegna) non hanno attivato la sorveglianza Influnet.

 

 

Nei bambini sotto i 5 anni sale incidenza

L'influenza continua a colpire soprattutto i bambini. «Aumenta l'incidenza in tutte le fasce di età, ma risultano maggiormente colpite le fasce di età pediatriche e in particolare i bambini al di sotto dei cinque anni di età, in cui l'incidenza è pari a 50,2 casi per mille assistiti» nell'ultima settimana (28 novembre-4 dicembre) rispetto a 41,2 nella settimana precedente. L'incidenza «nella fascia di età 5-14 anni è a 29,29 casi per mille assistiti, nella fascia 15-64 anni a 13,16 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 6,44 casi per mille assistiti», prosegue il report. «Si intensifica la circolazione dei virus influenzali, anche se a far crescere il numero delle sindromi simil-influenzali, in queste prime settimane di sorveglianza, hanno concorso anche altri virus respiratori», avverte l'Iss.

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