Lockdown addio, «voli e viaggi in treno solo Covid free»: così Sicilia e Sardegna preparano l’estate

Domenica 7 Marzo 2021 di Francesco Bisozzi
Lockdown addio, «voli e viaggi in treno solo Covid free»: così Sicilia e Sardegna preparano l estate

E qualcuno già parla di modello Sardegna. I test rapidi obbligatori per chi arriva nell'isola prenderanno ufficialmente il via solo domani, ma il sistema Solinas si candida da subito a diventare un punto di riferimento per le altre Regioni, chiamate da un lato a contrastare la curva dei contagi e dall'altro a dare una chance di ripartenza alle aziende che operano nel settore del turismo. Far andare d'accordo queste due esigenze, che in pandemia sembrano condannate a stonare nonostante tutto, non sarà facile.

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Destinazione covid-free. Per liberare dal virus le vacanze, considerata la marcia lenta delle vaccinazioni, bisognerà inevitabilmente mettere in pista disposizioni regionali speciali quanto invasive, sarà necessario l'impiego di ingenti risorse per alimentare la macchina dei tamponi turistici e servirà una buona dose di pazienza da parte di chi viaggia. Così ieri il governatore della Sardegna Christian Solinas: «Siamo la prima e attualmente unica regione a essere stata classificata in zona bianca e abbiamo il diritto di tornare alla normalità».

 

L'industria del turismo vale, o meglio valeva, tredici punti di prodotto interno lordo. Adesso è attaccata alla bombola dell'ossigeno, anzi dei ristori e dei sostegni. Più nel dettaglio, il modello Sardegna ai nastri di partenza prevede, a partire da domani, l'obbligo per chi mette piede sull'isola di esibire un certificato di vaccinazione o di negatività effettuato nelle 48 ore antecedenti all'arrivo: in questo modo si accederà a un corridoio per uscire immediatamente dall'aeroporto. Altrimenti bisognerà mettersi in fila e sottoporsi a un test rapido accreditato dall'Istituto superiore di sanità per avere semaforo verde. Chi risulterà positivo dovrà andare in quarantena e saranno attivate le misure di assistenza previste.

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Ma i paletti sugli ingressi da soli non bastano a garantire un'isola al cento per cento covid-free e ad assicurare al turismo una ripartenza che non sia troppo in salita. Per questo il governatore Solinas spinge nel contempo sui test a tappeto nel territorio regionale e sul tracciamento.


TAMPONI OBBLIGATORI
Da un'isola all'altra: anche la Sicilia si muove nella stessa direzione della Sardegna. Qui il presidente della Regione Nello Musumeci ha appena prorogato i controlli anti-covid per chi arriva, estesi in precedenza al 5 marzo e ora riconfermati. Sotto i riflettori i principali varchi dell'isola, porti e aeroporti, dove i passeggeri sprovvisti di certificato di negatività sono tenuti a effettuare il tampone in uno dei drive-in a disposizione, gratuitamente, o a proprie spese in un laboratorio privato autorizzato. Se si rifiutano devono porsi in isolamento fiduciario per dieci giorni. Il primo passo però è quello di registrarsi sulla piattaforma www.siciliacoronavirus.it al momento dell'arrivo.

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Le disposizioni non si applicano ai pendolari che lasciano l'isola per un periodo inferiore a quattro giorni. Il sistema Sicilia varato da Musumeci a dicembre, in tutto e per tutto simile a quello della Sardegna (è un pelo meno rigido), è pensato per tenere sotto controllo gli ingressi e contenere una ripresa del contagio nel territorio regionale, mobilita centinaia tra medici e volontari e solo negli aeroporti di Catania e Palermo ha fatto registrare finora più di centomila controlli anti-Covid. Il tutto ha un costo che la Regione copre attingendo ai fondi anti-pandemia. Infine, pure la Toscana, accelerando le vaccinazioni destinate al personale della rete di accoglienza turistica, spera in qualche modo di ottenere il marchio covid-free.

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