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Morta Olivia Newton-John, la favola di «Grease» ha perso la sua stella

Martedì 9 Agosto 2022 di Federico Vacalebre
Morta Olivia Newton-John, la favola di «Grease» ha perso la sua stella

Alla terza volta, la malattia ha avuto ragione della sua resistenza. Era il 1992 quando, mentre promuoveva la raccolta «Back to basics», a Olivia Newton-John fu diagnosticato per la prima volta un cancro al seno. L'aveva vinto una prima volta, una seconda ancora, poi, nel 2019, aveva annunciato in tv il ripresentarsi del male, ormai in fase avanzata. Ieri la diva di «Grease», 73 anni, si è arresa: è morta nel suo ranch nella Carolina del Sud.
Inglese di nascita (Cambridge, 26 settembre 1948) si trasferisce in Australia con la famiglia a 5 anni, iniziando a cantare sin da bambina. Un concorso per voci nuove le fa vincere un viaggio in Inghilterra, dove trova il primo contratto discografico ed il primo 45 giri. Si fa le ossa - musical compreso - con i Tomorrow, poi inizia la collaborazione con John Farrar, suo futuro autore e produttore di riferimento. Cliff Richard la prende sotto la sua ala protettrice, nel 1974 arriva quarta all'«Eurovision song contest», arriva il successo: «If you love me (let me know)» è prima in classifica in Canada e seconda in Australia, «I honestly love you» sfonda sempre in Canada, in Australia ed in Svezia e le regala i primi Grammy Award.

Graziosa, simpatica, agile, un'immagine pulita, nel 1978 viene scelta per il ruolo di Sandy Olsson in «Grease» quando Randal Kleiser porta sul grande schermo il musical di Jim Jacobs e Warren Casey. Si tratta di un «american graffiti» con John Travolta nei panni di Danny Zuko. La trama è esile, ma le canzoni regalano al film un record, quello di musical di maggior successo nella storia del cinema. Lei, da sola o in duetto con Travolta, o in compagnia più numerosa cinguetta zuccherina in «Summer nights», «You're the one that I want», «Sandy» e il megahit «Hoplessy devoted to you».

Come se non bastasse a bissare il trionfo nello stesso anno Olivia sforna con l'lp «Totally hot». Due anni e arriva un altro musical, «Xanadu» (accanto a Gene Kelly), meno fortunato nelle sale, ma vincente nelle hit parade di mezzo mondo, grazie al solito Farrar, ma soprattutto alla Electric Light Orchestra. È il suo momento d'oro, nel 1981 il singolo «Physical» lancia l'album omonimo, una stella sulla Walk of Fame, il ruolo di protagonista in una telenovela, un tour internazionale di sold out.

Ancora hit, ancora Grammy Awards, ma è difficile restare a quell'altezza. La musica sta cambiando, il cinema ripropone la coppia con Travolta in «Due come noi», ancora un mezzo fiasco, salvato un po' dalla colonna sonora. Lei fiuta il vento, nel 1984 apre con l'amica Pat Carroll (moglie di Farrar), una catena di negozi (Koala Blue). Collabora con Barry Gibb (suo era il tema di «Grease», affidato a Frankie Valli), sposa l'attore di origine italiana Matt Lattanzi e dà alla luce Chloe-Rose. Poi decide di ritirarsi per fare la mamma.
Due anni e torna in scena con «The rumour», griffato nientepopodimeno Elton John & Bernie Taupin, in scaletta c'è anche una versione inglese, tradotta da Davitt Sigerson, di «Tutta la vita» di Lucio Dalla. Nel 1992 si affaccia il tumore, lei lo annuncia in una conferenza stampa («Voglio evitare allarmismi», disse) e poi cancella tutti gli impegni per iniziare la battaglia più difficile e lunga della sua vita, sottoponendosi a mastectomia totale seguita dalla chemioterapia, mentre, di carcinoma, muore suo padre.

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Convalescente, racconta la sua esperienza nelle canzoni «Gaia, one woman's journey» e prova a riprendere in mano la sua carriera. Musicalmente spiazzata dalle nuove tendenze, si ritrova ancora al fianco di Cliff Richards o al cinema («Un party per Nick»). Divorzia da Lattanzi, va a convivere con il cameraman Patrick Kim McDermott, suo compagno per quasi dieci anni. Nel 2001 duetta su disco con Richard Marx, Tina Arena, Keith Urban, Barren Hayes, Billy Thorpe e Michael McDonald. Nel 2004 rilegge il repertorio di grandi interpreti a lei care. Nel 2006 il suo nuovo disco è acquistabile solo in una catena di grandi magazzini americani (Walgreens) o tramite sito web: ha un suono new age, ispirato dalle leggi spirituali del medico ayurvedico Deepak Chopra, che le è stato accanto durante il periodo della malattia.

Un duetto virtuale con Elvis Presley, un'apparizione nella prima stagione di «Glee», il ruolo di una suocera disperata in «Tre uomini e una pecora» di Stephan Elliott, ancora tour e dischi, una residenza trionfale a Las Vegas, un disco di canzoni di Natale con John Travolta, un duetto con la figlia Chloe Lattanzi, «Have to believe», che la riporta in cima alla classifica.
Nel 2017 arriva la tanto temuta recidiva. Ricancella tutti gli impegni, il tumore al seno questa volta si presenta con metastasi. Combatte da leonessa, si illude e ci illude di avercela fatta ancora una volta. Ma nel 2019...

«Ci rivedremo ancora lungo il cammino e saremo di nuovo uniti, di nuovo insieme. Sono sempre stato tuo dal primo momento in cui ti ho vista e lo sarò sempre. Il tuo Danny, il tuo John»: commosso ieri il ricordo di Travolta: «Mia cara Olivia hai fatto così tanto per rendere le nostre vite migliori. Il tuo impatto è stato incredibile. Ti amo tanto».

Ultimo aggiornamento: 16:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA