Jovanotti bonifica Castel Volturno, segnali di rinascita

Venerdì 12 Luglio 2019 di Federico Vacalebre

Inviato a Castel Volturno

Il Flava beach/Lido Fiore negli ultimi tempi si è fatto un nome per gli amanti del suono latinoamericano, reggaeton soprattutto. Nelle settimane scorse ha ospitato due star del genere, Ozuna e Daddy Yankee. Siamo sul litorale perduto, nella capitale africana d'Italia, e non a caso, delle 600 persone al lavoro per montare l'ambaradan del «Jovanotti beach party», il 40 per cento ha la pelle nera, e non per il sole, che batte spietato, anche se siamo ancora di mattina. Il mare è mosso, il lavoro ferve, come si dice, anche la sabbia qui è «più difficile» di quella di Lignano Sabbiadoro - lo dice la parola stessa - dove il tour è iniziato, o di Rimini, seconda tappa delle 17 previste, da dove arriveranno oggi Lorenzo Cherubini e compagnia cantante. «Più difficile» significa che per lavorarci si sono dovuti preferire i trattori ai tradizionali runner e che tutto è più faticato, complesso, sudato.

 

Come tutto qui, dove l'Italia ha conosciuto il suo primo omicidio razziale (Jerry Maslo, il 25 agosto 1989), dove è venuta a morire mamma Africa Miriam Makeba (il 9 novembre 2008), dove i casalesi hanno fatto strage di immigrati (il 18 settembre 2008). A Rimini - tanto per fare un esempio - il problema era salvaguardare i pulcini di fratino, e lo si è fatto, qui era bonificare il territorio. Il mare è quello che è, per l'Arpac le acque sono balneabili, ma siamo alle foce dei Regi Lagni, quelli del posto si bagnano al massimo la mattina presto, se il vento non viene dal mare. Il Flava funziona da anni, come il Lido Moes, prediletto dal movimento Lgbt ed anche requisito per l'operazione, come la spiaggia accanto, il Lido Milanese, abbandonato da dieci anni: qui ora ci sono i parcheggi dei 49 tir e le uscite di sicurezza, è stato concesso per un mese dal demanio, poi, dopo la bonifica, è stato sequestrato dalla Forestale, accusando i responsabili di bonifica senza permessi. Il giudice Alessandra Grammatica di Santa Maria Capua Vetere ha deciso la revoca del provvedimento e il montaggio del palco, e del villaggio che cresce attorno, non è stato rallentato più di tanto.

Il paradosso, però, c'è tutto: quella spiaggia, la pineta intorno, l'intera Domitiana è una discarica a cielo aperto, ma nessuno paga pegno. Sull'ex Lido Milanese sono stati trovati pneumatici, pezzi di automobili, bombole di gas, elettrodomestici obsoleti, schifezze di tutti i tipi: buttarli si poteva, smaltirli no.

Intanto alberghi, pensioncine e B&B della zona sono sold out, Booking.com parla di un'occupazione al 90%, tra chi sta lavorando all'evento e chi ne approfitta per un weekend di vacanza. Ma che cosa succederà dell'area bonificata? Lello Ferrigno, patron del Flava, vorrebbe insistere con i concerti, reggaeton certo, ma non solo, il suo lido comunque vive più di show che di mare, anche se di concerti di simili dimensioni non ne girano molti. Intanto invita le associazioni ecologiste presenti sul territorio a chiedere in concessione lo spazio bonificato: la zona non abbonda solo di rifiuti e prostitute, sui Regi Lagni inquinati si fermano diversi uccelli acquatici, si potrebbe lavorare sul fronte del birdwatching. A Lignano alle 12 di mercoledì tutto era stato ripulito e riconsegnato alle autorità locali.
Ma è tempo di pensare al concerto di domani sera, l'evento dell'estate in Campania. Tre saranno le zone di parcheggio, poste anche a sei chilometri dalla «beach» dei desideri, oltre 30.000 i biglietti venduti, tre anche i palchi, il principale per il ragazzo fortunato e ormai cresciutello, sugli altri due (Sbam! e Kontiki) saliranno Enzo Avitabile con i Bottari di Portico, ospite d'onore della serata, insieme con Rocco Hunt, il bluesman del deserto del Niger Bombino, dj Sangennarobar, the Liberation Project (canti di lotta dal mondo con la chitarra di Phil Manzanera e la voce dell'ex Modena City Ramblers Cisco Bellotti) e il duo elettronico degli Ackeejuice Rockers.
Con le code inevitabili d'afflusso e di deflusso - si parla di navette dai parcheggi, sei chilometri sotto il sole o dopo una giornata di (s)ballo on the beach non sono pochi, preoccupa il funzionamento dei token, la moneta virtuale con cui si è costretti a pagare tutto, tranne le bottigliette di acqua, per cui vanno bene anche i tradizionali euro. Al debutto di Lignano ci sono stati problemi e code, il meccanismo introdotto per rendere più celeri gli acquisti sembra aver complicato la vita. E non tutti sono riusciti a spendere per intero la cifra cambiata o ad avere la voglia dell'ennesima fila per farsi cambiare il resto. Una tribù che balla pensa anche a questo, magari sul ritmo di «Pata pata» che sarebbe bello sentir suonare per prima cosa dal ritrovato Jova dj, insieme all'omaggio a Pino Daniele, quello, siamo sicuri, è già in scaletta.
(ha collaborato Vincenzo Ammaliato)
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Ultimo aggiornamento: 12:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA