Teatri chiusi, lo sfogo in sala di Pietro Clementi prima dell'ultimo spettacolo: «Fatti sacrifici enormi. Non è giusto»

Lunedì 26 Ottobre 2020

L'ultimo Dpcm varato del Governo per provare a fermare la seconda ondata di contagio da Covid non smette di scatenare polemiche e malumori. Al coro degli scontenti si è unito anche l'attore Pietro Clementi con un discorso-sfogo alla platea del teatro Manzoni di Roma, in occasione dell'ultimo spettacolo prima della chiusura, prevista a partire da oggi, lunedì 26 ottobre. 

«Non è giusto», ha esordito: «Caro pubblico, questo sarà, di nuovo, l'ultimo spettacolo al quale assisterete e chissà per quanto. Se penso che questa estate ci hanno detto che se avessimo reso il teatro un posto sicuro, avremmo potuto lavorare...E noi con il metro, ci siamo messi a misurare le distanze per farvi stare traquilli, mentre la proprietà del teatro, spendeva migliaia di euro per comprare un nuovo impianto di areazione, il plexiglas e decidevamo insieme di arrivare a meno della metà degli incassi mantenendo la stessa qualità dei nostri spettacoli».

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Pubblicato da Pietro Clementi su Domenica 25 ottobre 2020

E ancora: «Se penso che mentre noi questa estate lavoravamo per rendere questo teatro uno dei posti più sicuri per noi e soprattutto per i nostri figli, un posto dove fuggire almeno un'ora a settimana da tutte le ansie le cattiverie, le paure che la vita ci mette davanti ed immergerci tutti quanti in un sogno, in una risata.. in splendidi attimi di felicità!»

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L'attore prosegue con un tono progressivamente più amaro e accorato puntando l'indice contro la movida sregolata, ma anche priva di adeguati controlli: «Se penso che mentre noi eravamo impegnati questa estate ad assicurarvi un luogo più che sicuro, sui giornali vedevamo le immagini delle discoteche che strabordavano di ragazzi urlanti e sudati, mi viene da dire: non è giusto». 

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Troppo grandi gli sforzi per poter accettare a cuor leggero un'altra chiusura: «E proprio oggi che riceviamo la notizia che nonostante i tanti sacrifici economici fatti, i 200 euro di tamponi a settimana per farvi stare tranquilli, nonostante tutto questo sipario chiuderà ancora, mi viene da dire: non è giusto».

Infine, Clementi fa un commento al messaggio con cui viene raccomandato ai cittadini di limitare la propria vita all'indispensabile: «Tutti ormai stanno dicendo limitate la vostra vita solo ad attività necessarie, noi siamo attori, siamo artisti, non produciamo niente. Non fabbrichiamo niente che possa essere toccato o mangiato. Non abbiamo una filiera produttiva, ma lo stesso creiamo. Oh si che creiamo, creiamo tanto: miliardi di risate di lacrime e soprattutto infiniti sogni nel cuore del nostro pubblico. E secondo me, secondo noi. Queste cose, nella nostra esistenza sono necessarie, anzi sono essenziali, per questo mi viene da dire: non è giusto».

La chiosa di Pietro Clementi è una citazione di Shakespeare: «Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio e nel tempo di un sogno, è racchiusa la nostra breve vita!»

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