Tv, vince Alberto Angela: la grande bellezza di Roma che batte ogni Temptation

Venerdì 25 Settembre 2020 di Mario Ajello

Publio Ovidio Nasone diceva: «Che cosa, migliore di Roma?». Ed è quello che avranno pensato, prima di mettere mano al telecomando, tutti quegli italiani che la settimana scorsa hanno scelto Sotto i cieli di Roma, portandolo a sbaragliare la concorrenza, e che ieri - ancora con Alberto Angela - hanno deciso il bis di ascolti e di successo. Raffaello artista divino sulla Rai ha battuto la fortissima Temptation Island, reality di Mediaset, per numero di telespettatori. E dunque: che doppietta Roma! Visto che quando si parla di Raffaello è sempre dell'Urbe che si sta trattando. L'altra sera non poteva esserci concorrenza, neanche super-pop, rispetto alle immagini straordinarie del Vaticano, alle meraviglie del Pantheon, all'estasi che producono il palazzo della Farnesina (dove viveva Cristina di Svezia e diceva: «Il sacco dei bigotti è il peggiore che Roma abbia mai avuto»), palazzo Barberini (e nel documentario si vede anche la Fornarina) e tutto il resto.
 


Roma tira. Non c'era forse bisogno, per saperlo, della conferma arrivata dalla tivvù, ma è sempre bene tenerlo a mente, senza farsi distrarre da chi non la sopporta. In tutto quel pubblico che ha scelto Raffaello e la città che lo ha consacrato agli occhi del mondo c'è non soltanto la coscienza del bello e la sensibilità per l'eccellenza. Si può intravedere più in generale una voglia di Capitale. Il riconoscimento che Roma è l'ombelico del Paese e il luogo della creatività (i geni come Raffaello l'Urbinate non crescono sotto i cavoli), la scintilla che accende i cervelli di tutti, la grandezza di un passato che significa futuro nonostante le brutture del momento e i disastri amministrativi che patiamo.

Mai come adesso, in fase di ricostruzione dalle macerie Covid non ancora rimosse, mentre c'è una società da rimodellare e una comunità nazionale che ha bisogno di riconoscersi meglio e di più, l'attrazione per Roma e per la sua storia può valere come spinta a migliorarci e come doping per l'orgoglio patriottico. Veniva in mente l'altra sera, guardando per esempio le immagini di Alberto Angela sul Colosseo, la profezia del monaco Beda, chiamato il Venerabile: «Finché esisterà il Colosseo,/ esisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo,/ cadrà anche Roma; / quando cadrà Roma, / cadrà anche il mondo».

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​Il successo televisivo di Roma è una sorta di fiche sulla Capitale che s'è sempre inventata e reinventata e ora non solo per sé ma per tutti - da Nord a Sud la puntata su Raffaello ha fatto il boom - prova di nuovo a dimostrare il tantissimo che vale. Ed è un buon segno che la tivvù pubblica mentre politicamente il discredito della Capitale impazza - basti pensare alle fandonie dell'autonomismo Spacca-Italia e ai revanscismi settentrionalistici di piccolo cabotaggio - punti le telecamere lì dove, nella generale bellezza italiana, c'è il concentrato di tutto.

In questo caso la cultura divulgativa di qualità ha dato una lezione alla cosiddetta cultura alta o comunque a un bel pezzo della tradizione letteraria italiana che di Roma ha sempre preferito vedere il peggio o divertirsi sulla sua pelle a colpi di snobismi inascoltabili: da Giovanni Papini il quale a inizio 900 diceva che «Roma è una mantenuta» ad Alberto Moravia che sprofondava nel luogo comune («Come si fa a voler bene a questa città socialmente spregevole, culturalmente nulla, storicamente sopravvissuta a furia di retorica e di turismo?»); da Alberto Arbasino che la considerava «una provincia capace soltanto di avere minuscoli clan» a tanti altri. E giù giù con stroncature di ogni tipo e di ogni livello che hanno contribuito a creare quel cattivo umore di fondo sintetizzabile in «Roma Ladrona».
 


Roma invece è Raffaello (la cui mostra alle Scuderie del Quirinale ha avuto visitatori record) con e senza gli stupendi effetti visivi del documentario di Angela. E in questo momento in cui rinascere è la parola d'ordine - e un'idea italiana per eccellenza: si veda il Rinascimento - la culla è qui. Anche se la politica non sa guardarla bene e sembra avere gli occhi miopi che i telespettatori non hanno.

Ultimo aggiornamento: 07:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA