Mia Martini, Marino Bartoletti: «A Sanremo '89 arrivò nona, poi dovetti annunciare la sua morte»

Mia Martini, Marino Bartoletti: «A Sanremo '89 arrivò nona, poi dovetti annunciare la sua morte»
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Marino Bartoletti, storico conduttore della Rai, ricorda con dolore Mia Martini. E lo fa riservando anche una 'frecciata' a Ultimo, dopo le polemiche per il secondo posto al Festival di Sanremo 2019. Dopo il successo della fiction Io sono Mia, con Serena Rossi a interpretare la leggendaria cantante italiana, il conduttore della Rai si è lasciato andare a dei ricordi che fanno male ancora oggi.




«Non chiedetemi di commentare la fiction in sé, né di scrivere cose lucide, obiettive o documentate. Io mi tengo l’emozione, la commozione, lo sconcerto, il dolore, ma in fondo anche la gioia e la riconoscenza che ho provato ad assaporare questo racconto» - scrive Marino Bartoletti su Facebook - «Ero a Sanremo a fine febbraio del 1989 quando Almeno tu nell’Universo (una delle canzoni del secolo) arrivò nona - nona, non seconda!! - dietro ai Ricchi&Poveri, Francesco Salvi e Fiordaliso nel Festival vinto da Oxa-Leali davanti a Toto Cutugno. E’ vero: Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio avevano aspettato diciassette anni, perché fosse lei e solo lei a cantarla!».

Ricordando l'importanza assunta da quel brano nella storia della musica italiana, Marino Bartoletti ha fatto riferimento al cosiddetto sistema Totip, che impedì a Mia Martini non solo di vincere il Festival, ma anche di raggiungere il podio. Eppure, quella canzone rimane ancora oggi una delle più emozionanti della musica nostrana.

Da Sanremo 1989, il ricordo di Marino Bartoletti si sposta al 12 maggio 1995, il giorno in cui 'Mimì' si tolse la vita: «Ero in diretta a Quelli che il calcio quella maledetta domenica di maggio del 1995 quando dovetti annunciare che Mimì era stata trovata morta. E davanti a me c’era proprio Bruno Lauzi, chiamato come tifoso della Sampdoria, che non disse nulla per tutta la trasmissione e che solo alla fine si alzò e sussurrò: “Ciao Mia. Ti saluta questo piccolo uomo”. Non chiedetemi come sto. Diciamo che avrei voglia di piangere. Per tanti motivi».

Mercoledì 13 Febbraio 2019, 12:20 - Ultimo aggiornamento: 13-02-2019 12:22
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1 di 1 commenti presenti
2019-02-13 20:44:40
La vicenda di Ultimo è squallida non tanto per le canzoni, entrambe per me pessime, ma per il metodo pasticciato delle giurie e il pensiero che una vittoria "politica" anti Salvini fosse stata pilotata. Primo, non ha senso la classifica di canzoni. Come votare tra Beethoven e Chiaikowskj. Se proprio deve esserci una classifica, si facciano due votazioni, di pubblico (anche se il sospetto di soldi dirottati sul voto c'è, e di esperti, ma quelli veri non giornalisti e personaggi qualunque. Magare fare la classifica di pubblico e una, che c'è già, Premio Mia Martini per riconoscere le qualità musicali del pezzo. Anche a cinema box office e qualità del film sono spesso discordanti. Che senso ha votare un vincitore?

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