Tamberi: «Da Firenze a Tokyo, un salto verso la medaglia olimpica»

Giovedì 10 Giugno 2021 di Gianluca Cordella
Tamberi: «Da Firenze a Tokyo, un salto verso la medaglia olimpica»

«Il problema avuto poco prima della Coppa Europa è totalmente risolto». E meno male: Gianmarco Tamberi sarà in pedana stasera al Golden Gala di Firenze ed è notizia non banale per chi temeva un altro capitolo del “tabù olimpico” di Gimbo. L’infortunio prima di Rio 2016 e il rinvio di Tokyo 2020 quando già scalpitava per saldare il conto con la fortuna. «Diciamolo a bassa voce: 40 giorni e ci siamo. No, scherzi a parte, io sono sempre ottimista: le Olimpiadi arriveranno, le sto preparando bene e andranno come devono andare».
L’obiettivo podio è dichiarato. A Firenze fa le prove generali?
«Ci sono tutti quelli che secondo me giocheranno per le medaglie a Tokyo. A cominciare da Barshim, Nedasekau e Ivanyuk. Ma anche Protsenko e Starc, sarà una gara di livello assoluto». 
Prima dello stop stava saltando con regolarità misure importanti.
«Ho dato prova, a me stesso in primis, di essere tornato a un livello alto. Vicino al mio top. Nelle ultime tre gare ho saltato 2,34 e due volte 2,35, c’era la possibilità di andare ancora un pochino più su». 
Lei si carica molto con l’energia del pubblico, che in Giappone potrebbe non esserci.
«Sfortunatamente e fortunatamente al tempo stesso in questi mesi abbiamo gareggiato quasi sempre a porte chiuse. È stato un periodo bruttissimo. Ma, se non altro, ho avuto modo di abituarmi a questa nuova condizione, cercando dentro di me un po’ di quella energia che mi arrivava dai tifosi».
Va inserito in questo contesto anche l’addio all’half shave?
«E chi ha detto che è un addio? Magari ritorna. Però, sì, rientra in una sorta di stravolgimento delle abitudini. La mezza barba è un rito scaramantico. E siccome uscivo da un periodo difficile, nel quale non avevo ottenuto ciò che volevo, ho mischiato le carte, abbandonando anche i miei riti. Un modo per spronarmi a cercare qualche soluzione in più in pedana». 
La scelta del portabandiera per i Giochi ha diviso, tra chi crede sia giusto premiare il merito sportivo di Jessica Rossi ed Elia Viviani e chi credeva che fosse meglio scegliere Paola Egonu e un messaggio multiculturale. 
«Ha fatto benissimo il Coni a scegliere questi due talenti mostruosi. Anche perché lanciare un messaggio multiculturale significa pure ammettere che non siamo ancora pronti a pensare che siamo tutti uguali. Il messaggio dell’integrazione deve arrivare ma senza forzature, altrimenti si rischia di sottolineare una differenza che non esiste e non deve esistere». 
Lei usa molto i social, anche per bacchettare gli haters.
«A volte mi infiammo per cose che sono ai limiti dell’intelligenza umana, ma più che altro quando riguardano terze persone. Chi insulta me, magari per la mezza barba, non merita nemmeno un messaggio di risposta. Quando invece toccano la famiglia o atleti della mia squadra mi capita di prenderne le difese». 
Per un post alla Festa della donna le diedero del maschilista. Ed era un messaggio d’amore per la sua Chiara...
«Che è una parte fondamentale della mia vita. Il talento che la natura mi ha dato per l’atletica è niente rispetto alla fortuna che ho avuto nell’incontrare lei. Stiamo insieme da 12 anni ormai, anche se conviviamo da poco». 
Si scivola nel gossip, ma ha notizie da darci?
«Al momento l’unica notizia è che le Olimpiadi cominciano il 23 luglio e la finale dell’alto è il primo agosto. Penso a una cosa per volta, così tutto riesce meglio».

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