Ljubicic lancia Berrettini:
«Contro Nadal devi cogliere l'attimo»

Giovedì 27 Gennaio 2022 di Vincenzo Martucci
Ljubicic lancia Berrettini: «Vai Matteo, contro Nadal devi cogliere l'attimo»

Ivan Ljubicic, ex numero 3 del mondo, oggi coach di Roger Federer e manager di Berrettini, ci mette anche Matteo nella hit-parade degli eredi dei Fab Four?
«Certo, non viene in mente a tutti facendo l’elenco, ma è molto forte: l’anno scorso negli Slam ha perso solo da Djokovic ed è pronto a fare un ulteriore passo avanti».

Perché Ljubicic è il manager di Berrettini?
«Ho pensato che potevo aiutarlo e lui ha deciso che potevo, mi piace come persona e come giocatore, in tutti i sensi. E’ un ragazzo bravissimo, anche troppo buono, io e il team stiamo cercando di farlo sentire al meglio anche in campo. Con questa sponsorizzazione Boss si sente unico, speciale, apprezzato».

Cosa le piace di più del tennista Berrettini?
«L’attitudine, come sta in campo, l’atteggiamento sempre positivo. So che non era sempre così, ma è sempre meglio, sta crescendo con continuità».

La sua evoluzione tecnica è a rete?
«Un altro attributo di quelli forti è voler sempre aggiungere qualcosa. Posso essere d’accordo magari nell’evoluzione verso un giocatore che dà meno ritmo, ma bisogna capire se è nel suo carattere».

Può essere il nuovo Juan Martin del Potro?
«Ci può stare per certi colpi anche se usa il dritto in modo diverso. Ma di carattere è più emotivo, caldo, sanguigno di un sudamericano, che è più rilassato».

Berrettini la sta stupendo per la gestione dei match?
«No, anche se ha vinto due partite importantissime, forse tre. E’ stato bravo contro Alcaraz per come ha gestito, ma anche contro Carreno dopo quel 7-6 al quinto ha dato un segnale importantissimo nel portarsi a casa il match in tre set. Poi con Monfils ha reagito: doveva giocare diverso, e spingere, e l’ha fatto. Spesso il giocatore vede la soluzione ma non ha il coraggio o la freschezza per reagire. Matteo così ha fatto anche un passo avanti per la fiducia interiore».

Berrettini può battere Nadal?
«Anche se si è appena ripreso dai problemi fisici, e anche se non sta giocando il miglior tennis, Rafa resta difficile da battere perché sa gestire la situazione al meglio: devi giocar bene e devi farlo per un periodo di tempo molto lungo. La cosa positiva è che Matteo ci ha già giocato una partita importante a livello Slam e quindi non ci sono segreti: ha la mentalità e le qualità per vincere una partita lunga. Perché può perderla in 3 ma non credo la vincerà in fretta. E quindi la deve gestire in un certo modo perché comincerà magari col caldo e i rimbalzi più alti della palla e continuerà con altre situazioni e la palla che viaggia più lenta».

Matteo ha detto: «Per battere Monfils ero pronto anche a farmi di nuovo male».
«Nel suo carattere analitico e selettivo ha fatto il passo avanti di lasciarsi andare, più che prendersi un rischio ha fatto un investimento. Rafa è arrivato a due passi dal traguardo, non credo che con due giorni di riposo risentirà fisicamente dei 5 set con Shapovalov, ricordo che contro Novak al Roland Garros capimmo tutti che, insistendo, si stava facendo male e poi è rimasto fuori per 6 mesi, ma ha lasciato sul campo l’ultimo centesimo di energia».

Rafa si batte con l’aggressività?
«Matteo deve leggere la partita, deve capire quando essere aggressivo. Non mi preoccupa tanto la diagonale del rovescio di Matteo contro il dritto di Rafa, ma certe traiettorie basse sì. Non ci sono favoriti: è una partita completamente aperta, con un solo precedente di tre anni fa». 

Ultimo aggiornamento: 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA