La Juvecaserta ora ci crede
ma serve maggiore continuità

Martedì 5 Novembre 2019 di Salvatore Cavallo
Con l'incredibile rimonta sul parquet del Palacarnera la Juvecaserta si è tolta la scimmia dalla spalla. Dopo le due sconfitte con Ravenna e Montegranaro, i bianconeri dovevano necessariamente interrompere la striscia negativa per rivedere la luce in fondo al tunnel. Il colpo grosso di Udine vale ben più dei due punti in classifica, peraltro fondamentali visto l'andamento delle altre squadre in coda. Domenica, infatti, andrà in scena al Palamaggiò il faccia a faccia contro un'Imola rilanciatasi con la doppia vittoria degli ultimi due turni e non più cenerentola del girone Est della serie A2. Capitan Marco Giuri e compagni dovranno sempre scendere sul parquet con gli occhi della tigre per aggiudicarsi il delicato scontro salvezza, ma la ritrovata vittoria darà ai bianconeri fiducia e consapevolezza nei propri mezzi, allontanando le nuvole minacciose addensatesi sulla piana del Volturno. In queste sei giornate di regular season Caserta è sempre riuscita, ad eccezione che contro Verona, a giocarsi le partite fino in fondo, andando ogni volta ad un passo dalla conquista della posta in palio. Ne consegue che, al di là degli errori sicuramente commessi, la Juvecaserta è una squadra in grado di dire la sua sempre e comunque con qualsiasi avversario.

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Il maggior problema emerso in questo scorcio di stagione è la mancanza di continuità nel corso dei 40'. Anche al Palacarnera si è vista una squadra a corrente alternata, con troppi pericolosi black out. In particolare contro Antonutti e compagni la Juvecaserta ha disputato il peggior primo tempo di queste sei gare, con troppi uomini rimasti neanche negli spogliatoi ma addirittura a Caserta. A metà gara Cusin 1 punto e 0 rimbalzi in circa 9', Carlson ed Hassan a bocca asciutta in quasi 17' complessivi, così a tenere a galla la squadra ci hanno pensato Allen e soprattutto un monumentale Paci,10 punti ed una presenza determinante in campo, mentre Giuri, pur chiudendo con 7 punti e 6 rimbalzi, litigava con il canestro dalla lunga distanza (1/5). Mai come in questo caso si è vista la mano dell'allenatore perché Nando Gentile, dopo il perdurante elettroencefalogramma piatto di inizio terzo periodo, decideva di mandare in panca gli uomini dello starting five ed affidarsi ad un quintetto tutto cuore ed orgoglio guidato dal capitano Giuri. Poi, attingendo all'esperienza di ex giocatore, nell'ultimo quarto l'allenatore ributtava nella mischia i suoi assi, ottenendo la risposta d'orgoglio attesa e probabilmente immaginata.

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Alla fine la vittoria di Udine ha tante firme perché la Juvecaserta si è imposta con la forza del collettivo, staff tecnico e giocatori. Un successo così sofferto e fortemente voluto rappresenta un momento di indiscutibile crescita per cementare il gruppo che tocca con mano l'importanza di ogni pedina sulla scacchiera bianconera. Anche Andrea Valentini, che con Piacenza e Ravenna aveva raggranellato appena 9' restando a guardare contro Montegranaro, si è fatto trovare pronto, dando il suo apporto di energia e fisicità quando è stato chiamato in causa. Da questo pomeriggio, tuttavia, c'è da guardare tutti in un'unica direzione, quella che porta alla sfida del 7° turno con Imola quando, oltre ai canestri di Giuri e compagni, sarà fondamentale l'apporto del pubblico. Il Palamaggiò deve tornare a indossare la canotta di sesto uomo per sostenere la Juvecaserta, incitandola ancor di più nei momenti di difficoltà.
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