Maradona, il tributo del mondo dello sport:
e Careca indossa la maglia dell'Argentina

Domenica 29 Novembre 2020 di Pino Taormina

Non c'è un solo campo al mondo che non ha osservato o non osserverà il minuto di silenzio in onore di Diego Armando Maradona: lo ha disposto la Fifa con una circolare inviata alle 211 federazioni del pianeta. Mai successo per nessuno calciatore, prima di Diego. L'unica volta era stato fatto per onorare Nelson Mandela. E nella sede di Zurigo esposta la bandiera a mezz'asta. L'onore delle armi da parte di quelli che per il Pibe de oro erano stati i suoi grandi nemici. E al San Paolo sarà una serata all'insegna della malinconia. Un'altra. Alla commemorazione organizzata dalla Lega di Serie A, il Napoli ha deciso di giocare con la Roma con una maglia speciale: bianca e azzurra a strisce verticali. Insomma, quella dell'Argentina. La stessa che ieri ha voluto indossare Antonio Careca per onorare la memoria del suo vecchio amico. O come ha fatto Renato Portaluppi allenatore del Gremio. Toccante, forse il più emozionante, l'omaggio degli All Blacks, la leggendaria nazionale di rugby della Nuova Zelanda. Prima di inscenare la haka Kapa o Pango il capitano Sam Cane ha posato in mezzo al campo la maglia tutta nera numero 10. E la scritta Maradona. In Premier mostrato il gol del secolo segnato proprio all'Inghilterra. In lacrime Ancelotti e Simeone. Napoli-Roma vivrà in mattinata di un momento speciale, perché Bruno Conti andrà al murales dei Quartieri Spagnoli per deporre un mazzo di fiori. È uno dei posti dove Diego viene pianto dai napoletani. Prima dell'inizio, la Lega e la Roma hanno concesso che venga mostrata sugli spalti (verrà vista in tv) l'immagine di Maradona al posto dei tradizionali simboli dei club che si affrontano. Ieri tutto il materiale che era stato deposto all'esterno della Curva B è stato raccolto dai dipendenti del Comune e posizionato all'interno dell'impianto. Il gruppo Respiro Azzurro di Castel Volturno farà celebrare da don Antonio Palazzo una messa in memoria nella Chiesa Santa Maria del Mare alle ore 18,15. La Lazio giocherà con una maglia celebrativa con la scritta «Ad10s». In Francia, prima di Marsiglia-Nantes i calciatori si sono schierati in mezzo al campo formando una M (e in sottofondo La mano de Dios). 

 

La proposta lanciata da Fabio Cannavaro ieri nell'intervista al Mattino ha riscosso un autentico plebiscito. La proposta del Pallone d'Oro, quando si potrà tornare allo stadio alla fine della pandemia, è quella di intonare la canzone di Maradona («O mamma mamma...») al minuto 10 di ogni gara del Napoli. «Non c'è bisogno di autorizzazioni, deve partire solo dai tifosi», dice il capitano dell'Italia campione del mondo nel 2006. Fulvio Marrucco, lo storico avvocato di Zola, dice: «Da oggi Napoli ed i tifosi del Napoli avranno il dovere di ricordare, soprattutto alle generazioni future, il calciatore, l'uomo ma ancor più il simbolo. È una iniziativa che può diventare un momento di condivisione con i tifosi avversari. Del resto la foto dell'abbraccio tra il tifoso del Boca e quello del River, resta l'immagine più bella». Maradona unisce anche la politica. Mario Casillo, capogruppo Pd in Regione Campania: «È la cosa più bella che si possa fare per onorare la memoria di Diego», dice. Gianluca Cantalamessa, parlamentare della Lega è d'accordo. «Sono favorevolissimo alla proposta di Cannavaro e spero che non sia la sola iniziativa in onore del re». Stefano D'Alfonso, docente di istituzioni di diritto pubblico, coglie il potenziale di questa iniziativa: «La sua capacità di agire sulla memoria, sostenendo un processo di condivisione che farà da ponte tra la Napoli degli anni '80, inizio anni '90, la sua squadra e le future generazioni». Il procuratore aggiunto, Luigi Frunzio, ha in mente un'altra canzone per celebrare il campione argentino. «Mi piacerebbe ascoltare all'ingresso in campo una canzone straordinaria, quella che Maradona ha inciso con gli altri azzurri subito dopo la conquista dello scudetto». Tullio Morello, magistrato, spiega: «Certo, è una bellissima idea. Ma la città deve dedicargli una strada o una piazza non solo lo stadio, perché lui era Napoli e ha portato il nome di Napoli nel mondo oltre lo sport. E che la piazza giusta sarebbe Piazzale Tecchio». Clemente Mastella, ora sindaco di Benevento e dirigente del Napoli negli anni Ottanta, va oltre: «Fermarsi al 10' di ogni partita darà momenti di emozione. Per quel che riguarda il rapporto con le giovani generazioni spero in un museo unico, in cui si ricordino Maradona, Troisi e Pino Daniele». 

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Ultimo aggiornamento: 14:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA