Salernitana, la cessione in una Pec
il groviglio delle offerte vincolanti

Lunedì 6 Dicembre 2021 di Alfonso Maria Avagliano
Salernitana, la cessione in una Pec il groviglio delle offerte vincolanti

I professionisti che curano la cessione della Salernitana hanno fatto le ore piccole. Ieri riunione fino a tarda notte. Oggi sarà una giornata caldissima nella capitale, dove hanno sede la Federcalcio e gli uffici di Melior Trust e Widar Trust. In ballo c'è la sopravvivenza della società. Trascorsa la (terza) deadline per la presentazione di offerte ufficiali di acquisto del club: a ridosso delle 23:59 di ieri, ultimo momento utile, sarebbe giunta più di una proposta. Le pec questa mattina passeranno al vaglio dei trustee, Susanna Isgrò e Paolo Bertoli, che aggiorneranno quasi in tempo reale la Figc, comunicando le risultanze. Va scelta la proposta più vantaggiosa, non necessariamente dal punto di vista economico.

Già oggi ci sarebbe un appuntamento di massima tra le parti, segno che i sentori sono diversi dall'ultima volta e che si può cambiare passo. Lo spera tutto l'ambiente salernitano e non solo: Gravina non gradirebbe affatto l'idea di trovarsi a un bivio, il 31 dicembre, con la Salernitana invenduta e senza prospettive in tal senso. L'alternativa sarebbe l'esclusione, una decisione che nessuno vuole (e può) prendere. Una cordata romana resta interessata rappresentata dalla grossa finanziaria da tempo alla finestra?), con un gruppo di imprenditori del nord-est in seconda battuta, più le sirene dall'estero. Filtra solo questo dall'ermetismo totale delle ultime ore. I soggetti interessati all'acquisto della società sono carte già conosciute dai due trustee che, grazie anche all'aiuto di diversi consulenti, hanno infittito i rapporti con le controparti (e i loro intermediari) nelle ultime settimane. Tanti contatti avuti in questi mesi, molti perdigiorno rispediti a casa. Il tempo adesso stringe: l'ippocampo sarà ceduto al miglior offrente, niente più ipotesi gara. Almeno sulla carta.

Vanno comunque formalmente effettuate le verifiche sui requisiti di onorabilità e solidità finanziaria del compratore: è la Commissione Acquisizione Partecipazioni Societarie della Figc, presieduta dall'avvocato romano Pierfrancesco Bruno, a occuparsene in via Allegri. Dovrà essere suo il via libera definitivo all'acquirente, che dovrà dimostrare totale indipendenza da Lotito e Mezzaroma, nè dovrà aver riportato condanne definitive (anche con patteggiamento) a quattro anni o superiori a un anno per reati con pena massima di cinque; e ancora, niente condanne per truffa, appropriazione indebita, autoriciclaggio, bancarotta fraudolenta, ricorso abusivo al credito, peculato, concussione, corruzione e associazione mafiosa. L'acquirente dovrà allegare una dichiarazione di un primario istituto di credito nazionale o estero che testimoni correttezza e puntualità nei pagamenti e capacità economiche tali da poter far fronte al costo medio stagionale di una squadra di Serie A.

Infine, dovrà dimostrare che le risorse impiegate per la compravendita non derivino da fonti illecite e, cosa più importante, versare subito il 5% del prezzo offerto a titolo di acconto cauzionale, che sarà poi restituito se l'offerta non venisse accolta o decadessero i tempi. Già, quale prezzo? Altro che i 40 mln delle prime perizie. Sarà inevitabilmente molto più basso. C'è una cifra minima, tenuta segreta, che gli offerenti dovranno almeno pareggiare. Il 15 dicembre è limite massimo per la scelta, qualora di congrua ci fosse più di una proposta, ma la sensazione è che sarà fatto tutto molto prima. Sempre che spulciando le pec, esca fuori la documentazione «buona», non monca. Tra dieci giorni ci sarà un'assemblea di Lega A e saranno probabilmente sempre i trustee a rappresentare la Salernitana. Ancora per poco, se le procedure andranno per il verso giusto: nella penultima nota diramata dai professionisti incaricati di vendere la società per conto di Lotito e Mezzaroma, è infatti precisato che «il trasferimento formale delle partecipazioni e contestuale saldo del prezzo dovrà avvenire entro i 10 giorni successivi e comunque entro il 31 dicembre 2021».

Ma poi c'è la burocrazia, col salvagente dei 45 giorni in più, dall'1 gennaio, da chiedere in caso di trattativa ben avviata, solo per il closing. In tutto ciò, il pessimo andamento sul campo passa quasi in secondo piano. Neppure si può valutare la posizione di Colantuono (sul quale pure ci sarebbero state delle riflessioni dopo Milano). Tutti pietrificati, in attesa di news sul fronte societario.
 

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