Salernitana, acciacchi e ottimismo:
la settimana lunga

Martedì 4 Febbraio 2020 di Alfonso Maria Avagliano
Seduta di scarico, riposo e poi allenamento per cominciare la settimana... di mercoledì, in vista del prossimo match interno contro il Trapani. Oggi relax per la Salernitana e per Ventura, che deve smaltire un attacco influenzale che ieri gli ha impedito di guidare una blanda sessione al Mary Rosy (defaticante per i protagonisti del derby, tattica e partitina per gli altri) diretta dal suo vice, Matteo Lombardo. Anche alle corde vocali del giovane e preparato secondo 34 anni, nello staff dell'ippocampo da quasi quattro il mister si sta affidando durante le gare. Il trainer ieri avrebbe in ogni caso ceduto il passo per l'allenamento, a causa della concomitanza con il corso d'aggiornamento per allenatori a Coverciano e la cerimonia della Panchina d'Oro. Ventura ha dato forfait anche lì, non partecipando alle votazioni dei migliori tecnici dello scorso campionato (a Liverani, autore della cavalcata del Lecce, la Panchina d'Argento, mentre Caserta della Juve Stabia ha vinto il riconoscimento per la Serie C). Avrebbe incontrato Inzaghi, poche ore dopo il derby, ma anche altri suoi predecessori sulla panchina granata come Bollini, Brini, Galderisi, Pioli, Delio Rossi, Zeman, ma anche le vecchie conoscenze Ginestra e Strada, tra gli altri.

Poco male. Più importante della mondanità c'è... il Monday night, prossimo turno all'Arechi contro il Trapani da preparare. Domani alla ripresa Ventura dovrà valutare le condizioni di diversi acciaccati. Su tutti, quel Cristiano Lombardi che si sta esprimendo su livelli incredibili, risultando spesso decisivo (tre gol e quattro assist nelle ultime nove gare). Teneva a far bene a Benevento dinanzi al suo ex pubblico e ha rispettato le attese, lasciando però il campo all'80' a causa di una fitta all'inguine. «Solo crampi», filtra dalla società. L'esterno destro è un ex pure del Trapani, con cui esordì da professionista in B nel 2014-15. Per questo, tiene ad esserci. «Siamo una squadra giovane, ma sfrontata e con personalità. Abbiamo lavorato fin dall'estate per arrivare a questo momento di classifica, ce lo godiamo e cerchiamo di dare il massimo», aveva detto domenica nell'intervallo a Dazn. Con la stessa carica, proverà a rimettersi in sesto. C'è ottimismo. Da verificare anche la caviglia destra di Kiyine, toccata duramente domenica sera, e i muscoli di Migliorini e Djuric. Anche i due lungagnoni sono usciti coi crampi dal derby, dovrebbe trattarsi solo di affaticamenti.
I TIFOSI
Ieri pomeriggio è partita la prevendita dei tagliandi per il prossimo turno, confermati i consueti prezzi. Per i sostenitori trapanesi non ci sarà alcuna limitazione. Chissà se all'Arechi ci sarà la prima del 2020 per i co-patron o uno dei due, almeno. Gli ultras granata dovrebbero restare anche lunedì sulla linea contestatrice nei confronti della proprietà, sostenendo invece la squadra. I loro cori contro Lotito a Benevento e i contestuali applausi riservati al presidente avversario, Oreste Vigorito, non sono passati certo in secondo piano. Lo stesso massimo dirigente sannita non ha perso occasione per elogiare Salerno e i salernitani. «Un pubblico tra i più caldi d'Italia che con me è sempre stato gentilissimo. Avere una tifoseria del genere alle spalle ti aiuta a fare il presidente» ha detto, prima di lanciare una stoccata a Lotito: «Lo stimo per quello che fa nel calcio, non solo a Salerno, ma l'amicizia è una cosa diversa. I tifosi lo contestano? Probabilmente la sua strategia non si sposa con i desideri della piazza. Rinfacciare ai tifosi continuamente di essere partiti da zero non fa bene. Io stesso iniziai senza neanche lo stadio a Benevento e, visto che nessuno mi ha costretto, mi prendo il buono e il cattivo. Farsi i dispetti non serve a nessuno». Vigorito, però, spegne sul nascere gli auspici di diversi internauti granata che lo vorrebbero proprietario della Salernitana: «Sono contrario alla multiproprietà, ho avuto molte richieste in tal senso. Amerei fare calcio a Salerno, ma sono già a Benevento e non ho motivi per farlo in un'altra città. Quando smetterò di essere presidente giallorosso non lo farò per un'altra squadra. Noi in A assieme alla Salernitana? In una regione con tanti problemi, se il calcio riuscisse ad avere tre realtà al massimo livello nazionale sarebbe un bene per tutti».
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