Avellino, modello zemaniano:
il 4-3-3 schema definitivo

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Marco Ingino
Avellino, modello zemaniano: il 4-3-3 schema definitivo


Volti allegri ed aria finalmente serena al Partenio-Lombardi dove, malgrado il freddo pungente, Maniero e compagni si sono ritrovati ieri pomeriggio per la ripresa degli allenamenti in vista della trasferta di Andria. Sotto lo sguardo dei rappresentanti della stampa, per la prima volta ammessi agli allenamenti insieme ad un plotone di cameraman e fotografi che ne hanno approfittato per immagini di repertorio, il gruppo biancoverde si è fatto attendere una quarantina di minuti prima di spuntare dal tunnel dello spogliatoio dove si è intrattenuto per due buone ragioni: assistere alla lezione video preparata da Braglia per sottolineare gli errori commessi contro il Francavilla e festeggiare i compleanni di Francesco Forte e Alberto De Francesco, 30 anni per il portiere e 27 per il centrocampista.

Ricorrenze che la stessa società ha celebrato con dei post sui propri profili social a riprova di una serenità ritrovata apparsa evidente pure in campo perché il gruppo, sotto lo sguardo attento di un infreddolito Salvatore Di Somma che si è accomodato in panchina, ha lavorato in armonia sia durante la parte atletica, durata oltre 30 minuti, che la successiva partitella in famiglia a cui non hanno preso parte soltanto Scognamiglio e Kanoute, rimasti in infermeria a fare fisioterapia. Racchiusi nei sessanta metri della metà campo delimitata sul versante della Curva Nord, però, Braglia ha trovato lo stesso il modo per far esercitare i suoi ragazzi esclusivamente sul 4-3-3, canovaccio scelto per entrambe le formazioni a riprova della svolta ormai definitiva verso il modello zemaniano.

Non a caso, pur mischiando le carte, l'allenatore di Grosseto si è raccomandato nel velocizzare le giocate al massimo con due tocchi. Compito che si sono sforzati tutti di seguire alla lettera onde evitare di incorrere nei richiami del tecnico che, per la verità, ha avuto poche occasioni per lamentarsi. Su entrambi gli schieramenti, infatti, c'è stato grande dinamismo nel provare a mettersi in mostra. Non a caso, quasi a testimoniare la sana concorrenza che si è venuta a creare, a realizzare le prime due marcature sono stati De Francesco ed Aloi, schierati l'uno contro l'altro da dirimpettai. Nella squadra dell'ex reggino, andato in gol con un bel diagonale di sinistro dal limite, la difesa a quattro è stata composta da Ciancio, Sbraga, Bove e Tito con davanti il tripode formato da Mastalli, De Francesco e D'Angelo a supporto dell'inedito tridente in cui Gagliano e Messina hanno agito ai lati di Plescia. Di contro, invece, Dossena e Silvestri hanno guidato la difesa opposta con sugli esterni Rizzo e Mignanelli che hanno provato a sostenere l'azione di Carriero, Aloi e Matera, in mediana, ma anche a partecipare all'azione del tridente offensivo più gettonato composto da Micovschi a destra, Maniero centrale e Di Gaudio a sinistra. Quest'ultimo ha confermato pure ieri di avere un passo decisamente più spedito rispetto ai compagni che lo hanno cercato con insistenza anche per fargli acquistare sempre maggiore sicurezza nei propri mezzi.

Da oggi, quando le porte torneranno a chiudersi a taccuini e telecamere, però, Braglia inizierà sicuramente a lavorare in maniera più dettagliata sul 4-3-3 da mandare in campo allo stadio degli Ulivi contro un avversario difficile da decifrare. Come anticipato ieri ai suoi ragazzi nel corso della riunione tecnica, infatti, il cambio dell'allenatore in Puglia potrebbe anche determinare una rivoluzione tattica dell'avversario. Da qui la necessità di non farsi trovare impreparati predisponendo già eventuali contromosse. Rinfrancato dalla solidità difensiva di una squadra che, pur occupando il decimo posto, ha attualmente la seconda miglior difesa del raggruppamento (4 reti subite come il Catanzaro, una in più solo del Taranto), Braglia si concentrerà pertanto soprattutto sulla fase offensiva nella speranza che il suo tridente (appena 5 reti, terzultimo attacco capace di far meglio solo della Vibonese con 4 e il Picerno con 3) possa finalmente dare segnali di ripresa contro un'Andria che, in otto partite, ha incassato la bellezza di 14 reti.
 

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