Savoia, finisce l'era Mazzamauro:
«Presi a schiaffi dal Comune»

Venerdì 9 Luglio 2021 di Raffaella Ascione
Savoia, finisce l'era Mazzamauro: «Presi a schiaffi dal Comune»

È finita l’era Mazzamauro a Torre Annunziata. Dopo un lungo silenzio, la proprietà è dunque uscita allo scoperto annunciando la scelta di lasciare la guida del Savoia. Ed ora la piazza sprofonda nel baratro, perché perde non solo un imprenditore che negli anni ha investito - e tanto - per rilanciare il Savoia, ma lo stesso titolo sportivo. Titolo che Mazzamauro portò da Ercolano a Torre Annunziata e che ora seguirà l'imprenditore verso un'eventuale nuova destinazione.
«Una scelta sinceramente dolorosa e difficile – si legge nella lettera alla città –, che provoca tanta tristezza. Quando termina un progetto, senza aver conseguito il risultato sperato si può definire sempre un piccolo fallimento. La proprietà è però fiera e orgogliosa di come ha portato avanti l’U.S. Savoia 1908 in questi tre anni. Siamo arrivati nella stagione 2018/2019, pieni di tante ambizioni, speranze e promesse. Le idee e le intenzioni erano quelle di avere uno stadio agibile e pronto per la Serie C, sponsor forti e vicini al nostro club. Con il tempo tutto però è andato in fumo».

Una lettera densa d’amarezza, con tanto di attacchi frontali a quelle componenti sulle quali la proprietà contava ma che, invece, non hanno mai concretamente partecipato al progetto Savoia. Prima, però, la proprietà ha voluto esaltare il legame con la città ed i risultati sportivi ottenuti. «Abbiamo imparato a conoscere la città, la gente, ci siamo legati a Torre Annunziata tutta, sia umanamente che professionalmente, conseguendo egregi risultati sportivi. Il primo anno abbiamo raggiunto insieme una semifinale playoff. La seconda stagione è stata contraddistinta dal duello che ha appassionato tutta l’Italia con il Palermo. Una sfida affascinante, che volevamo e potevamo vincere, fermata da una pandemia che ha cambiato le vite di tutte le persone, di tutte le aziende e di tutti gli imprenditori. Già al principio della scorsa stagione calcistica eravamo convinti di poter disputare la Serie C tramite ripescaggio, ma tutto è stato vano a causa della dolente questione stadio. Così siamo ripartiti con le stesse ambizioni e investimenti, certo qualcosa abbiamo sbagliato, ma solo chi non ci prova non cade in errore. Nonostante tutte le difficoltà ne siamo venuti a capo, grazie alla professionalità di tutti e alla passione dei nostri tifosi, raggiungendo un terzo posto e pareggiando la finale playoff contro il Latina».

Dunque, l’affondo nei confronti di Comune e mancati sponsor. «Anche quest’anno, alla luce delle bocciature della Covisoc, saremmo potuti essere tra i protagonisti per il ripescaggio in terza serie, ma a un anno di distanza nulla è cambiato. Anzi la situazione è addirittura peggiorata. In questo tempo abbiamo portato avanti spese ingenti, investimenti importanti, per riportare Torre Annunziata e il Savoia nelle categorie che meritano. Ci abbiamo provato da soli, con le nostre uniche forze, nonostante le promesse non mantenute, nonostante problemi logistici e non che ci hanno sempre accompagnato e che abbiamo sempre risolto. Nessuno sponsor ha mai avuto la reale intenzione di affiancarci e di portare avanti insieme a noi un progetto vincente. Nel tempo le chiacchiere si sono moltiplicate, noi abbiamo ascoltato sempre tutti, senza mai vedere però fatti concreti, che nel calcio sono l’unica cosa che contano. Abbiamo aspettato, siamo andati avanti, abbiamo provato a convincere imprenditori locali e non, ma alla fine il risultato è sempre stato il medesimo. Tutto ciò ha portato a grande sfiducia e delusione. Di fianco a questo quadro, ma di pari passo, c’era l’Amministrazione comunale, che mai ha avuto a cuore le sorti del Savoia e della sua proprietà. Anche qui il copione è stato sempre il medesimo, tante parole, tante promesse ma nessuna risposta. Mai nessun adeguamento, nessun lavoro, nessuna manutenzione al nostro amato Giraud. Il club si è sempre fatto carico di tutte le spese per rendere lo stadio minimamente agibile. Se dai tifosi ci siamo sentiti amati ogni giorno di più, dall’amministrazione comunale ci siamo sentiti malamente presi a schiaffi».

Da ultimi, i ringraziamenti di rito. «In questi anni oltre ai risultati conseguiti sul campo, ci siamo potuti fregiare di un’area comunicazione e marketing invidiate in tutta Italia, una società modello, pulita e chiara. Di questo ne siamo orgogliosi. Ci teniamo a ringraziare tutti quegli sponsor che comunque ci sono stati vicini, che ci hanno appoggiato, che hanno creduto in noi. Ringraziamo tutte le persone che negli anni hanno lavorato per questa proprietà rendendola sempre più forte. Il grazie più grande va però ai tifosi sempre al nostro fianco, sempre con noi. Sempre a sostenerci anche nei momenti più complicati, dimostrandoci il loro amore sempre. Li ringraziamo perché loro più di chiunque altro ci avrebbero voluto ancora qui, anche la prossima stagione. Forse sono stati gli unici, ma da parte nostra per loro l’affetto è e resterà immutato. Sottolineamo infine, che fino all’ultimo momento abbiamo provato con tutte le nostre forze a perseguire la nostra avventura con l’U.S. Savoia 1908, ma che nostro malgrado non si sono create le condizioni adatte con gli imprenditori incontrati, per andare avanti a Torre Annunziata. Adesso è il momento di guardare avanti, non sappiamo se e dove proseguiremo la nostra avventura calcistica, per farlo serviranno sponsor che vorranno starci vicino, servirà uno stadio agibile e un’amministrazione comunale sempre presente e pronta al nostro fianco. Grazie di tutto Torre Annunziata, è stato un onore guidare uno dei club più prestigiosi della nostra regione e non solo».

Ultimo aggiornamento: 19:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA