Napoli, difesa horror col Bologna:
male Fabian, si salva solo Insigne

Lunedì 2 Dicembre 2019
Un primo tempo decente, un secondo da «chi l'ha visto». Quattro punti nelle ultime sei partite, un atteggiamento inaccettabile nella ripresa per una squadra che sarebbe dovuta essere feroce e spietata, con il sangue agli occhi per tutto quello che sta passando. E invece contro un Bologna venuto qui senza particolari ambizioni e velleità, il Napoli si tramuta in un agnellino impaurito. Un secondo tempo tra i peggiori di sempre. Ingiustificato. Non ha senso neppure prendersela con la fragilità: dopo l'1-1 davvero sparisce ancor di più dal campo. Ma è qui che servono gli uomini più delle idee. Come a Liverpool. Ma quella squadra è rimasta all'Anfield.
 

5 OSPINA
Nell'occasione dei due gol che prende non pare essere in grado di poter fare nulla. In più di una circostanza si mostra sicuro. Toglie le castagne sul fuoco su un tiro di Sansone nel primo tempo ma poi per il resto recita il ruolo del contabile, nel senso che fa l'ordinario quando serve lo straordinario.

4,5 MAKSIMOVIC
Disattenzioni e distrazioni. La testa non può essere altrove nel secondo tempo come in quei contrasti molli. Eppure nel primo tempo non gioca bloccato nel 4-3-3, si alterna con Di Lorenzo nel ruolo di terzo centrale in fase di impostazione, si propone in diverse circostanze. Poi cede di schianto

4,5 MANOLAS
Il muro di Liverpool si scopre fragile come il tonno che si taglia con il grissino. Ripresa orribile, due affondi del Bologna, due orrori di reparto. Anche lui si applica bene con Koulibaly nei movimenti, si alza con grande coordinazione, impedendo lo sviluppo centrale dell'azione al Bologna. La debacle nella ripresa è totale

5 KOULIBALY
Colpisce con la spalla e provoca l'assist per Skov Olsen. Sfortunato, certo, ma anche scoordinato. In bambola nel secondo tempo, totale: in ogni duello individuale è andato in affanno. Anche Palacio che là nel mezzo nel primo tempo fa la figura del novizio diventa una specie di gigante. E il reparto va allo sbando.

5 DI LORENZO
Personalità e senso del gioco, peraltro l'unico che ha la giustificazione di giocare fuori ruolo. Dalle sue parti spingono Tomiyasu ed Orsolini ed è bravo ad arginare anche l'esterno nel primo tempo cuore e sentimento. Poi va in paura, in affanno, forse cede anche fisicamente. Di sicuro non si salva dal naufragio

4,5 FABIAN RUIZ
Senza sostanza, senza intensità. Apre voragini là nel mezzo nel momento chiave, ovvero quando la gara si decide. Sembra una ballerina del San Carlo quando volteggia al limite cercando lo spazio per il tiro (10'). Sbanda paurosamente nel passaggio di modulo, quando si piazza davanti alla linea a 4

4,5 ZIELINSKI
Non è una partenza frizzante, anche perché Medel gli impedisce di giocare velocemente. Prende le misure e riesce a farsi trovare con continuità. Prova a fare l'Allan della situazione, ma non è nei suoi numeri e nella sua condizione. Va allo sbaraglio nella ripresa senza il sostegno di Elmas

5 ELMAS
Alla prima da interno mancino di centrocampo, trova bene il tempo dello scambio con Insigne e Di Lorenzo, lavora con forza nella fase difensiva, non lasciando mai scoperto il settore di competenza. Si muove con prudenza e quasi sempre cerca le cose facili: perché non c'è tranquillità e si vede.

5 LOZANO
Ci sono i suoi lampi a illuminare il primo tempo. Da esterno alto nel 4-3-3, si fa vedere per qualche serpentina e un tocco verso Insigne a impreziosire l'avvio. Segna un gol giustamente annullato. Egoista nel finale di frazione, sceglie il tiro piuttosto che servire Elmas libero. Poi esce ed è meglio per tutti

5,5 LLORENTE
Segna e non è poco. Poi firma il pareggio in fuorigioco. Per il resto qualche errore grossolano lo fa, ma gioca da sponda, mettendo in costante difficoltà i centrali con il movimento che consente l'inserimento dei compagni. Però è evidente che da lui ci si attende più personalità e presenza. Robe sconosciute

6 INSIGNE
L'unico a salvarsi dalla deriva. L'unico. Non ha solo una bella presenza scenica, cerca più volte la conclusione e mostra voglia e carattere. Lambisce il palo su punizione, apre il gioco su Lozano e trova bene il timing dello scambio con Elmas. L'unico a non franare nella ripresa, un pomeriggio da vero capitano

4,5 MERTENS
Si divora un gol che non doveva sbagliare, che non poteva sbagliare. Si piazza alle spalle di Llorente nel 4-2-3-1 e in teoria sembra una posizione che lo dovrebbe agevolare. E invece, anche lui si ritrova assorto in una sorta di sonno della ragione: non ne combina una di buono. E così non va bene

5 YOUNES
Non prende un pallone ed è sempre dalla parte sbagliata del campo. Non era la gara ideale per lui, era una partita per combattenti e guerrieri, mentre lui cerca con assiduità l'uno-due. Ma il Bologna nel finale si chiude maledettamente e lui non pare avere la qualità per sbrogalire la matassa

4 ANCELOTTI
Dal catenaccione di Anfield alla versione arrembante a ogni costo mostrata con il Bologna: prima il 4-3-3 e poi il 4-2-3-1 nella seconda parte delle ripresa. Una scelta che manda ancor più in tilt il Napoli: le distanze si allungano e ogni pallone perso là davanti fa sì che ci sia una prateria per la ripartenza del Bologna. Un conto è voler vincere a ogni costo, un conto è lanciarsi verso il suicidio. Ultimo aggiornamento: 12:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA