Papa Francesco tuona contro l'attacco della Russia contro l'Ucraina e per il 2022 pensa a un viaggio

Domenica 12 Dicembre 2021 di Franca Giansoldati
Papa Francesco tuona contro l'attacco della Russia contro l'Ucraina e per il 2022 pensa a un viaggio

Città del Vaticano – Dalla finestra del Palazzo Apostolico il Papa, al termine della preghiera dell'Angelus, ha chiesto un surplus di diplomazia per evitare la guerra tra la Russia e l'Ucraina. Mentre sul confine sono sempre più evidenti le manovre del Cremlino per pianificare una offensiva in territorio ucraino, tanto che la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss proprio oggi ha fatto presente che «le maggiori potenze economiche del mondo sono unite» del dire che «un'invasione del genere avrebbe conseguenze enormi» («Siamo stati chiari sul fatto che qualsiasi incursione della Russia in Ucraina avrebbe enormi conseguenze per le quali ci sarebbe un grave costo») Francesco a mezzogiorno ha lanciato un monito drammatico: «A me addolora tanto la statistica che ho letto, l’ultima: in quest’anno sono state fatte più armi dell’anno scorso. Le armi non sono la strada. Che questo Natale del Signore porti all’Ucraina la pace!».

 E poi ha aggiunto: «Desidero assicurare la mia preghiera per la cara Ucraina, per tutte le sue Chiese e comunità religiose e per tutto il suo popolo, perché le tensioni intorno ad essa siano risolte attraverso un serio dialogo internazionale e non con le armi». 

Papa Francesco da tempo sta tenendo sott'occhio la questione del Donbass, informandosi personalmente attraverso i vescovi e il nunzio. Non è escluso che potrebbe visitare l'Ucraina nel 2022. L'ipotesi di una visita è arrivata dal capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sviatoslav Shevchuk. «Diverse settimane fa ho avuto l'opportunità di comunicare personalmente con Papa Francesco sull'Ucraina. Egli è molto preoccupato per il destino della gente comune. Quelle persone che oggi potrebbero non essere pienamente ascoltate. Abbiamo buone notizie. Ci aspettiamo che la sua visita in Ucraina abbia luogo. Questo non è stato ancora annunciato, ma stiamo già vivendo nell'attesa e nella preparazione. Questo è un segnale molto forte di sostegno al nostro popolo e al nostro stato».

I venti di guerra sempre più minacciosi hanno mobilitato lo stato maggiore della chiesa greco cattolica che, attraverso le strutture presenti nel paese, ha invitato i fedeli ad un digiuno e a una preghiera per sostenere spiritualmente la nazione «minacciata  dall’escalation della guerra con dei raggruppamento di truppe militari russe senza precedenti intorno ai nostri confini». 

Il Sinodo ricorda che «le ultime settimane sono state contrassegnate dalla ripresa dei sanguinosi combattimenti nell'Ucraina orientale», con nuovi morti e feriti, e il popolo ucraino è «di nuovo riunito e disponibile a difendere la Patria, e a salvaguardare la sua unità e il diritto di ogni cittadino a vivere in uno Stato libero, democratico ed europeo».

Il tema della guerra in Ucraina (ormai data quasi per certa in ambito diplomatico) sta angosciando anche il pontefice emerito Ratzinger. Durante una recente visita a Roma il vescovo di Leopoli, monsignor Mietek Mokrzycki (già segretario personale di Wojtyla e successivamente, per un certo periodo, di Benedetto XVI) ha incontrato Ratzinger. «Il Santo Padre mi ha chiesto delal situazione in Ucraina, esprimendo parole di sostegno e dandomij la sua benedizione per tutto il popolo». 

 

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