Chiesa Usa spaccata, ultimo appello per i cattolici: «Non votate Trump, porta avanti posizioni anti-cristiane»

Lunedì 2 Novembre 2020 di Franca Giansoldati
Chiesa Usa spaccata, ultimo appello per i cattolici: «Non votate Trump, porta avanti posizioni anti-cristiane»

Città del VaticanoBiden o Trump? Gli elettori cattolici americani non sono mai stati tanto spaccati. La stessa lacerazione si rispecchia nei vescovi, tra coloro che non digeriscono le posizioni anti-abortiste di Biden e coloro che, invece, guardano con orrore a quello che in questi anni è accaduto al confine con il Messico, dove è stato costruito un muro fatto non solo di filo spinato ma di pregiudizi contro i migranti. Alla vigilia dell'election day una nutrita pattuglia di cattolici in posizioni di leadership nel mondo accademico e diocesano, tra cui diversi autorevoli studiosi e funzionari in pensione della conferenza episcopale, ha firmato una lettera aperta per un ultimo appello agli elettori cattolici, avvertendoli di fare attenzione a un particolare non secondario: «Trump si è fatto finora beffe dei valori fondamentali che sono al centro dell'insegnamento sociale della Chiesa».

 

 

«Il Presidente ha usato una Bibbia come strumento politico, per avere una photo opportunity mescolando Vangelo e politica nelle sue parole». Il candidato repubblicani viene anche bollato come un propagatore di razzismo, di sessismo, di separatismo.

«Il carattere del presidente Trump, le decisioni politiche e la crudeltà nei confronti di chi lo sfida dimostrano un disprezzo fondamentale per ciò che significa essere cristiani».

Se qualche tempo fa, durante il congresso nazionale repubblicano, aveva fatto discutere la posizione di una suora che, intervenendo nel dibattito, aveva spezzato una lancia a favore di Trump per essere il presidente «più pro-vita che questa nazione abbia mai avuto», i firmatari della lettera aperta fanno chiarezza e offrono ulteriori elementi per riflettere.

«Non c'è niente di 'pro-vita' nel diffondere la disinformazione su Covid-19, nel rimandare rifugiati e richiedenti asilo a morte certa, nel reintrodurre la pena di morte federale, nel peggiorare le politiche riguardanti il cambiamento climatico e nello sfruttare il razzismo a vantaggio della politica», scrivono i firmatari. «Papa Francesco parla di un'economia di esclusione che uccide, e ci ricorda che la vita dei poveri e dei migranti è altrettanto sacra quanto la vita nel grembo materno».

Tra i firmatari ci sono anche Patricia McGuire, presidente della Trinity Washington University, le Suore della Misericordia delle Americhe; Suor Simone Campbell, padre Bryan Massingale, professore di etica cristiana applicata alla Fordham University; Francis Xavier Doyle, ex segretario generale associato della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti; e  padre Bob Bonnot, direttore esecutivo dell'Associazione dei sacerdoti cattolici americani.

Patricia McGuire, presidente della Trinity Washington University ha detto: «I segni di questi tempi esigono che i fedeli cattolici si esprimano contro gli atti spietati di un demagogo spudoratamente immorale che ha rovinato innumerevoli vite con la sua disumanità, il suo spregevole razzismo e il suo totale disprezzo per la verità».

In questo contesto confuso e lacerato l'arcivescovo Viganò, ormai spina nel fianco di Papa Francesco che da anni smaschera incongruenze e zone d'ombra del pontificato (come per esempio il caso dell'ex cardinale americano McCarrick), ha mandato una lettera aperta a Trump per sostenerlo nella corsa presidenziale. Nella missiva descrive uno scenario orwelliano dove forze del male sono prossime a sovrastare forze del bene, e dove avanza un piano globale denominato great reset per sottomettere l'umanità imponendo misure coercitive alle persone. Dietro si celerebbero personaggi senza scrupoli che finanziano il World Economic Forum e impongono una agenda globale per un controllo futuro delle persone. Naturalmente Viganò indica Biden come il candidato manovrato dal deep state.


 

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