Accusati di estorsione e sequestro: assolti in due

Martedì 21 Luglio 2020

Sequestrano tre persone per farsi consegnare 8mila euro, tutti assolti. Ieri davanti alla giudice Elisabetta Massini uno dei due imputati è stato sottoposto alla perizia psichiatrica per capire se, ai tempi del sequestro, era capace di intendere e volere. I due imputati, un 58enne civitonico e un 56enne romano del '65, erano accusati di estorsione, sequestro, lesioni e minaccia aggravata dall'uso della pistola. Il civitonico, per cui è stata disposta la perizia, è stato giudicato incapace di intendere e volere. Nonostante la perizia la giudice lo ha assolto perché i reati sono stati riqualificati, prescritti e c'è stata remissione di querela. Il romano invece assolto perché per un capo è arrivata puntuale la prescrizione mentre per l'altro c'è stata remissione di querela da parte delle vittime.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti il 25 novembre del 2010, vestiti da poliziotti, entrarono negli uffici di un'azienda di pannelli fotovoltaici con l'intento di estorcere 8mila euro. Sarebbero entrati grazie a un documento falso e spacciandosi per appartenenti alle forze speciali di polizia. Una volta negli uffici avrebbero sequestrato i dipendenti e poi hanno colpito con il calcio di una pistola scacciacani il rappresentante della ditta, provocandogli lesioni guaribili in 50 giorni. I due imputati però sarebbero fuggiti senza prendere i soldi. Probabilmente spaventati dalle loro stesse azioni.
I carabinieri della compagnia di Civita Castellana li arrestarono alcuni mesi dopo, una una lunga e meticolosa indagine (operazione Geko). Durante l'arresto i militari ritrovarono anche l'arma, una scacciacani, utilizzata per il sequestro, le munizioni e un falso tesserino di riconoscimento. Una delle tre vittime si è costituita parte civile, assistita dall'avvocato Walter Pella, ma solamente per uno degli imputati. L'altro ha già provveduto a compensare il danno economicamente.
 

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