Governo e Regione c'è l'intesa: la Apple nella Nato di Bagnoli

di Sergio Governale

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Apple, governo, Regione Campania, commissario Salvo Nastasi e Invitalia hanno praticamente scelto: l'insediamento del polo formativo del colosso statunitense avverrà a Bagnoli. L'area individuata per ospitare il primo centro europeo di sviluppo delle App per gli iPhone in cui 600 cervelli saranno chiamati a studiare e creare le nuove applicazioni che «gireranno» sul circuito Apple Store è quella del Collegio Costanzo Ciano, preferita a quella del Polo scientifico di San Giovanni a Teduccio. Nei giorni scorsi un rappresentante del gruppo di Cupertino, accompagnato da un esponente di Palazzo Chigi, ha visitato l'area ex Nato del Collegio, i cui suoli sono di proprietà della Fondazione Banco di Napoli per l'Assistenza all'Infanzia. Con questa l'azienda statunitense stipulerà un contratto di locazione. Durante il sopralluogo, a fare da Cicerone è stato il commissario straordinario dell'ente morale Sergio Sciarelli, che ha appena passato il testimone al nuovo reggente Mario Sorrentino, ordinario di Business planning e Creazione d'impresa e docente di Economia e gestione delle imprese alla Seconda Università di Napoli. 

La sua nomina risale a giovedì scorso, inviata dalla Regione tramite posta elettronica certificata in tarda serata, e l'incarico avrà decorrenza da dopodomani, lunedì 22 febbraio. Sarà lui a incontrare i rappresentanti della Apple e quelli del governo, che torneranno a Napoli nei primi giorni di marzo per chiudere la pratica.Il nuovo commissario ha già pronto un progetto per accogliere il polo high-tech di Apple da condividere con tutti i attori interessati. E tutto porta quindi a considerare che quella di Bagnoli sarà la scelta definitiva per Apple. Il tutto con il coordinamento di Invitalia, il soggetto attuatore per il rilancio della zona occidentale di Napoli guidato da Domenico Arcuri, in partnership con l'Università Federico II di Napoli retta da Gaetano Manfredi. Vediamo perché. Innanzitutto perché nel patto per il Sud voluto dal segretario-premier Matteo Renzi, già pronto nei dettagli e che pertanto a breve dovrebbe ricevere il via libera definitivo da Roma , ci sono 150 milioni di euro di finanziamenti, di cui 10 milioni già disponibili, per la riqualificazione urbana di Bagnoli, che include anche la ristrutturazione del complesso dell'area ex Nato e che prevede in particolare la creazione di un parco sportivo, di un polo di bioscienze e del distretto tecnologico della Campania, con annesso parco per l'Information and communication technology.

Il tutto senza considerare ancora Apple, che dovrebbe far parte nelle intenzioni del parco per l'Ict. Quindi la scelta di ubicare Apple nell'area Nato risulta in perfetta continuità con il progetto complessivo di riqualificazione di Bagnoli.Poi c'è il discorso delle Universiadi del 2019, che la Campania spera di aggiudicarsi, operazione sponsorizzata dal Governo e dalla Giunta regionale presieduta da Vincenzo De Luca, che vede il coinvolgimento dell'Università Federico II. Infine, perché Bagnoli è l'unica zona della città, finora letteralmente abbandonata, dove è possibile realizzare tutte queste novità, l'una accanto all'altra, senza troppi sforzi. Inoltre la società fondata da Steve Jobs è a caccia di una zona che riesca ad assomigliare il più possibile a un campus, sulla falsariga della sede californiana, con ampi spazi verdi in cui i giovani cervelli possano trovare i giusti stimoli per creare le future applicazioni informatiche della Mela.Bagnoli sarà dunque con ogni probabilità la scelta definitiva per Apple, il cui insediamento attrarrà nelle immediate adiacenze aziende ad alta tecnologia e farà nascere start up. 
Sabato 20 Febbraio 2016, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 20-02-2016 09:00
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1 di 1 commenti presenti
2016-02-20 09:26:32
Finalmente una buona notizia che contribuirà al rilancio di una prestigiosa struttura abbandonata, dopo dopo il trasferimento del comando NATO. Dopo di che l'amministrazione comunale non ha saputo, voluto o potuto partorire alcuna idea valida, al di là di proposte demagogiche e populiste.

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